Lombardia

Bergamo, 500mila euro per riaprire gli alloggi vuoti

Caritas, Acli e Fondazione Diakonia puntano su locazioni calmierate, tutor e tutela contro gli insoluti.

Un fondo da 500mila euro per rimettere sul mercato abitazioni inutilizzate e offrire una soluzione a chi cerca una casa sostenibile. È il cuore di AbitAzione, il progetto promosso da Caritas, Acli, Fondazione Diakonia e Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro per favorire l’accesso alla locazione nella provincia di Bergamo.

L’iniziativa punta a dare in affitto inizialmente 50 appartamenti, con l’obiettivo di arrivare a 100, intervenendo su un problema che riguarda sia le famiglie sia i proprietari. Nella Bergamasca, secondo i dati citati dal progetto, sono 1.173 gli alloggi sfitti. Molti immobili restano chiusi per il timore di morosità, contenziosi e difficoltà nella gestione del rapporto con gli inquilini, mentre trovare una casa a prezzi accessibili è diventato complicato anche per chi dispone di un reddito.

Garanzie per i proprietari

Il fondo vuole offrire ai locatori una forma di tutela e favorire la stipula di contratti a canone calmierato. Ai proprietari viene chiesto di ridurre il prezzo del 15-20 per cento rispetto ai valori di mercato della zona. In cambio, il progetto prevede la copertura, secondo le condizioni stabilite dal regolamento, di 12 mesi di morosità, di 12 mesi di spese condominiali ordinarie e delle spese legali legate a eventuali contenziosi, con un massimale di 150 euro mensili.

La garanzia non è automatica e può essere attivata solo nei casi previsti e dopo una valutazione. Il proprietario deve segnalare eventuali problemi entro cinque giorni lavorativi; al secondo canone non pagato viene convocato un tavolo di conciliazione. La tutela può durare cinque anni per i contratti 3+2 e quattro anni per le altre formule previste.

Accesso e accompagnamento

Per presentare la domanda, i potenziali inquilini dovranno avere redditi regolari e documentabili e un Isee fino a 25mila euro. Il progetto si rivolge in particolare a nuclei che dispongono di un reddito, ma non riescono a sostenere i canoni richiesti dal mercato. L’obiettivo è rendere compatibili la disponibilità di un’abitazione e le esigenze economiche della famiglia.

Un ruolo centrale sarà svolto dai 38 tutor abitativi già formati, incaricati di facilitare il rapporto tra proprietari e inquilini e di accompagnare la gestione delle eventuali criticità. I primi 15 alloggi sono già stati individuati e il lavoro preparatorio è iniziato a maggio. Per Roberto Cesa, presidente delle Acli, il fondo deve convincere i proprietari a rimettere in gioco gli immobili; per Giuseppe Giovanelli, delegato vescovile per la prossimità e la cura, l’iniziativa mira a sostenere famiglie costrette a scegliere tra il pagamento della casa e le spese essenziali.

La sostenibilità del progetto nel tempo dipenderà dalla riduzione dei casi di morosità e dalla capacità del sistema di garanzia di contenere gli interventi economici. AbitAzione si propone così di costruire un rapporto più sicuro tra locatori e conduttori, attraverso canoni accessibili, accompagnamento e collaborazione con le realtà del territorio. Le condizioni dettagliate per l’accesso al fondo sono indicate nel regolamento pubblicato sul sito fondoabitazione.it.