Emilia-Romagna

A Modena l’unificazione ospedaliera divide il centrosinistra

L’associazione chiede una visione provinciale, con servizi calibrati sui bisogni locali prima di qualsiasi accorpamento.

Modena Volta Pagina interviene nel confronto sull’ipotesi di unificazione dei due principali ospedali modenesi e invita le forze politiche a sospendere lo scontro. La discussione riguarda il possibile accentramento a Baggiovara delle attività oggi distribuite tra il Policlinico e l’ospedale modenese, un progetto presentato come funzionale al superamento delle sovrapposizioni, al miglioramento dell’organizzazione sanitaria e alla riduzione degli sprechi.

Secondo l’associazione, l’annuncio del sindaco di Modena Massimo Mezzetti ha riacceso un confronto già da tempo aperto, provocando divisioni nella maggioranza di centrosinistra. Modena Volta Pagina definisce la reazione delle forze politiche una riproposizione della consueta contrapposizione tra schieramenti: la destra, sostiene l’associazione, non avrebbe assunto una posizione chiara, mentre l’ex sindaco Muzzarelli avrebbe utilizzato la vicenda per criticare il suo successore. Anche il Pd, sempre secondo la nota, avrebbe manifestato sorpresa nonostante il tema fosse già stato affrontato in commissioni di studio a Modena e in Regione.

Il nodo della rete provinciale

La principale critica riguarda l’assenza di una valutazione complessiva dell’assetto sanitario del territorio. L’associazione chiede di considerare, oltre a Baggiovara e al Policlinico, anche le strutture di Carpi e Sassuolo, così come i servizi destinati alla Bassa modenese, da Mirandola a Finale. Nel ragionamento rientra anche il nuovo ospedale di Carpi, destinato a essere ricostruito, e la vicinanza tra il presidio sassolese, recentemente rinnovato, e Baggiovara.

Per Modena Volta Pagina, prima di discutere di nuovi primariati o di grandi cantieri occorre definire un quadro sanitario provinciale, se possibile interprovinciale, costruito sui bisogni demografici e sociali delle comunità. L’associazione sollecita quindi un confronto aperto sul Piano Attuativo Locale, sostenendo che la riorganizzazione non debba partire dalla scelta conclusiva, ma da una verifica della rete e delle aree che oggi dispongono di servizi ospedalieri insufficienti.

Investimenti, mobilità e servizi

Un altro punto sollevato riguarda l’investimento previsto, indicato in 550 milioni di euro. Modena Volta Pagina chiede di chiarire se l’operazione comporterà il pagamento, per 30 o 40 anni, di rate annuali ai finanziatori, con il rischio di limitare la capacità di sostenere altri investimenti pubblici locali. La trasformazione, aggiunge l’associazione, dovrebbe mantenere la piena natura pubblica degli ospedali ed evitare qualsiasi deriva verso la privatizzazione.

La riorganizzazione avrebbe inoltre conseguenze sull’urbanistica, sui trasporti e sulla mobilità di Modena. Per questo l’associazione invita i sindaci della provincia, finora giudicati inerti, e il presidente della Regione Michele de Pasquale a fornire risposte sul progetto complessivo. La richiesta è di discutere non soltanto delle specialità ad alta complessità, compresi i trapianti robotici citati dal presidente, ma anche dei tempi di attesa per visite specialistiche e interventi. Sono questi, secondo Modena Volta Pagina, i problemi da affrontare prima di procedere con l’unificazione.