L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Savona, diretto da Luca Corti, è intervenuto dopo la rettifica di Pierluigi Vinai, direttore di Ats, sulle dichiarazioni riguardanti gli ex primari e direttori ospedalieri. La vicenda ha alimentato il dibattito sulla sanità savonese e sul ruolo che i professionisti in pensione possono ancora svolgere.
In una nota diffusa sabato 24 ottobre, l’Ordine prende atto della precisazione di Vinai e afferma che non siano necessari ulteriori chiarimenti sul merito della vicenda. L’organismo professionale coglie tuttavia l’occasione per ribadire la legittimità dell’attività svolta dai medici pensionati e il valore dell’esperienza maturata dagli ex dirigenti ospedalieri.
Il principio sull’esercizio della professione
Secondo l’Ordine, il pensionamento non fa venir meno la qualifica professionale. Finché permane l’iscrizione all’Albo professionale, un medico resta autorizzato a esercitare l’attività in regime libero-professionale. Si tratta, sottolinea la nota, di un principio cardine della professione, indipendente dal precedente incarico ricoperto all’interno delle strutture sanitarie.
L’intervento arriva dopo la dichiarazione con cui Pierluigi Vinai ha rettificato quanto affermato il giorno precedente sugli ex primari e sugli ex direttori ospedalieri. L’Ordine considera la nuova nota sufficiente a chiarire la posizione del direttore di Ats e precisa di non ritenere necessarie ulteriori repliche nel merito.
Il contributo degli ex dirigenti
Nella parte conclusiva del documento, l’Ordine valorizza il ruolo svolto dagli ex primari e direttori degli ospedali del territorio. Per l’organismo savonese, queste figure hanno rappresentato una guida per diverse generazioni di medici e hanno contribuito alla crescita scientifica e clinica degli ospedali.
La nota evidenzia infine che le competenze e l’autorevolezza degli ex dirigenti continuano a costituire un riferimento per i colleghi e per la cittadinanza. Il messaggio dell’Ordine è quindi duplice: da un lato la conferma della piena legittimità dell’esercizio professionale da parte dei medici ancora iscritti all’Albo, dall’altro il riconoscimento del contributo offerto nel tempo dai professionisti che hanno ricoperto incarichi apicali nella sanità savonese.