Toscana

Corrieri Sda, sciopero e confronto senza svolta a Grosseto

Dipendenti di Tris Company denunciano ritardi nelle paghe; previsti accrediti diretti, resta aperto il nodo degli appalti.

La protesta dei corrieri Sda prosegue sulla costa toscana dopo lo sciopero che ha coinvolto, giovedì, circa 120 lavoratori delle sedi di Grosseto, Livorno e Isola d’Elba. Al centro della mobilitazione ci sono i dipendenti della Tris Company, società che gestisce il servizio di consegna in appalto per conto di Sda.

I lavoratori denunciano una situazione di difficoltà che, secondo quanto riferito, si trascina da mesi o in alcuni casi da anni. Tra le ragioni dello sciopero figurano stipendi pagati in ritardo, buoni pasto non ricevuti e turni che si prolungano oltre l’orario previsto. La vertenza riguarda anche i carichi di lavoro, le trattenute in busta paga e il mancato versamento del Trattamento di fine rapporto, comprese sei mensilità maturate durante la precedente gestione.

Il pagamento diretto degli stipendi

Al fianco dei corrieri si è schierato il sindacato Sol Cobas, i cui rappresentanti sono arrivati anche da Milano per sostenere la vertenza. Di fronte al blocco delle attività, Sda ha annunciato che provvederà a pagare direttamente gli stipendi ai lavoratori, in surroga alla società appaltatrice.

La misura viene considerata temporanea e non ha chiuso la mobilitazione. I dipendenti chiedono infatti garanzie più ampie sulla continuità occupazionale, sulla regolarità dei pagamenti e sulle condizioni di lavoro, oltre al superamento dell’attuale sistema degli appalti.

Il confronto a Livorno

Nel pomeriggio di ieri una delegazione dei lavoratori si è recata nella sede di Livorno per chiedere l’internalizzazione nell’azienda principale e la fine dell’affidamento esterno del servizio. Il tavolo con Sda, tuttavia, non ha prodotto la svolta attesa: l’azienda non ha accolto la richiesta e si è riservata del tempo per decidere il futuro dei lavoratori.

La vertenza resta quindi aperta e la protesta prosegue nelle sedi coinvolte. Il pagamento diretto delle retribuzioni rappresenta un primo intervento sul problema degli arretrati, ma non risolve le contestazioni sollevate dai corrieri sul rapporto di lavoro, sul Tfr e sull’organizzazione dei turni.