L’arresto di Enrico Crucianelli, titolare della Rest Edile di Tolentino, ha acceso l’allarme sul futuro della ricostruzione nel Maceratese. L’inchiesta “Ricostruzione”, condotta dal Gico della Guardia di finanza di Ancona e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, conta otto arresti, 51 indagati e sequestri per oltre 57 milioni di euro. Al costruttore viene contestata una posizione dominante nel settore, raggiunta anche attraverso subappalti con società ritenute legate ad ambienti della criminalità organizzata.
Secondo il segretario generale della Cgil Macerata, Daniele Principi, la vicenda potrebbe avere conseguenze pesanti sull’occupazione e sull’economia del territorio. La stima del sindacato è di oltre 1.500 lavoratori, tra dipendenti diretti e addetti delle imprese coinvolte negli appalti, con un possibile impatto su migliaia di famiglie. Crucianelli, che si è autosospeso dalla presidenza provinciale dell’Ance, avrebbe avuto circa 400 cantieri aperti nell’ambito della ricostruzione.
Il rischio di un effetto domino
Al momento, riferisce la Cgil, non risultano cantieri formalmente bloccati né iniziative dell’autorità giudiziaria che ne abbiano disposto lo stop. I dipendenti diretti avrebbero inoltre ricevuto lo stipendio di settembre e non risultano arretrati sul loro fronte. La preoccupazione riguarda però la continuità dei pagamenti e la tenuta della rete di imprese coinvolte: un rallentamento dei flussi finanziari potrebbe impedire ai fornitori di consegnare i materiali e provocare il fermo delle attività.
Il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli ha riferito di segnalazioni telefoniche relative a ritardi nei lavori. La ricostruzione investigativa recepita dal Gip indica inoltre commesse per circa 200 milioni di euro a fronte di una forza lavoro ritenuta insufficiente. Principi evidenzia il rapporto tra i 220-230 dipendenti dichiarati e il numero dei cantieri gestiti, chiedendo di verificare come sia stato possibile sostenere una crescita del fatturato da pochi milioni a centinaia di milioni di euro l’anno.
Pagamenti e controlli nel cratere
Il sindacato sostiene di aver segnalato dal 2017 il rischio di infiltrazioni criminali nell’economia della ricostruzione, richiamando l’attenzione sul ricorso a subappalti, consorzi, reti d’impresa e distacchi di manodopera. Secondo i dati della Cassa Edile citati dalla Cgil, dal 2016 nel cratere maceratese sono arrivati 12mila lavoratori da altre aree d’Italia e dall’estero, mentre gli ispettori del lavoro sono oggi meno numerosi rispetto a dieci anni fa.
Un segnale di difficoltà è arrivato nei giorni precedenti e successivi agli arresti, quando a Tolentino sette operai sono saliti su una gru alta 35 metri per denunciare il mancato pagamento degli stipendi. Non è ancora chiaro, spiega Principi, se il problema dipenda dall’impresa appaltatrice o dal mancato arrivo delle somme lungo la filiera. La Cgil chiede quindi un tavolo permanente con Regione, Prefettura, enti locali e parti sociali per tutelare occupazione, retribuzioni e continuità dei lavori.
Un confronto è previsto in Prefettura nell’ambito del tavolo periodico con le organizzazioni sindacali dell’edilizia. Il sindacato intende chiedere garanzie all’azienda e alle istituzioni affinché le attività possano proseguire senza scaricare le conseguenze sui lavoratori e sulle piccole imprese. La questione riguarda anche le famiglie che, a quasi dieci anni dal terremoto, attendono ancora di rientrare nelle proprie abitazioni.