Roma (RM)

A Roma i manifestanti entrano al Colosseo, poi gli scontri

Il bilancio al momento è di 28 fermi preventivi, di cui sei di minorenni, e 11 denunciati

A Roma i manifestanti entrano al Colosseo, poi gli scontri

Prima l’ingresso di alcuni manifestanti nel Colosseo, poi le tensioni lungo le strade del centro e infine gli scontri con le forze dell’ordine a pochi passi dal Quirinale, quando la polizia ha interrotto il corteo per paura che raggiungesse i palazzi istituzionali. È stata una giornata di crescente tensione a Roma, con centinaia di giovani scesi in strada dopo la conclusione del corteo preavvisato contro la guerra e decisi a proseguire la mobilitazione. E con il gesto eclatante di alcuni giovanissimi che sono entrati nel Colosseo, seppur per una manciata di minuti. Poi in serata gli scontri, scoppiati dopo il lancio di bottiglie contro gli agenti.

La fase di stallo a largo Santa Susanna è durata circa un’ora e ha visto due distinti momenti di tensione, prima dell’escalation. La mobilitazione era partita tra via Cavour e via dei Fori Imperiali, dove centinaia di giovani avevano iniziato a urlare “Corteo, corteo”, dirigendosi verso l’Anfiteatro Flavio con le forze dell’ordine schierate in tenuta antisommossa. In precedenza era nata una lite con i partecipanti al precedente corteo contro la guerra, riuniti per leggere gli interventi. Al centro della discussione il diritto di occupare la zona. Poi il corteo, non autorizzato, è partito senza una direzione chiara e con il preciso intento di cogliere di sorpresa le forze dell’ordine.

È stato chiuso con le sbarre anche l’ingresso della stazione Termini da via Giolitti per evitare eventuali blitz dei manifestanti. La tensione è salita più volte nel corso del corteo fino agli scontri in largo di Santa Susanna. Lì gli agenti hanno imposto il loro no alla richiesta del corteo di avanzare ancora verso i palazzi istituzionali, a partire dal Quirinale che si trova a pochi metri, ma anche al ministero dell’Economia e altri luoghi sensibili. Dopo una lunga fase di stallo i manifestanti hanno iniziato un fitto lancio di bottiglie di vetro, a cui la polizia ha risposto con idranti e con cariche di alleggerimento. I partecipanti hanno poi tentato ancora di procede e ci sono state nuove tensioni con lanci di oggetti e lacrimogeni, prima che il corteo si disperdesse. Tra di loro alcuni sono rimasti feriti dalle bottigliate lanciate dagli stessi manifestanti.

Il piano sicurezza della Questura era scattato già dal mattino. Circa 200 gli identificati durante i controlli scattati prima delle manifestazioni. In 96 sono stati accompagnati in Questura perché trovati in possesso di passamontagna, maschere e bombolette spray. Il bilancio al momento è di 28 fermi preventivi, di cui sei di minorenni, e 11 denunciati.