Nazionale

Mal di schiena o reni: come riconoscere i segnali d’allarme

Movimenti, febbre, nausea e irradiazione aiutano a orientarsi, ma la diagnosi richiede una valutazione clinica.

Quando compare un dolore nella parte bassa della schiena o al fianco, distinguere un problema muscolare da un disturbo renale non è sempre semplice. La posizione del fastidio e il modo in cui cambia con i movimenti possono offrire indicazioni, ma nessun singolo elemento consente di fare una diagnosi sicura a casa. A orientare il sospetto sono soprattutto i sintomi associati e la loro evoluzione.

Un dolore muscoloscheletrico può aumentare quando ci si piega o si sollevano pesi. Alcune lombalgie, però, si manifestano anche a riposo o causano una rigidità che migliora con il movimento. Se sono coinvolti i nervi, il dolore può irradiarsi verso il gluteo e la gamba, con possibile formicolio o debolezza. Si tratta comunque di indizi da sottoporre a valutazione medica, non di criteri per escludere altre cause.

Quando il dolore può dipendere dai reni

Il dolore legato ai calcoli urinari può essere molto intenso, partire dal fianco o dalla zona lombare e raggiungere l’inguine. Spesso alterna fasi di maggiore e minore intensità e può associarsi a nausea e vomito. Non tutti i calcoli provocano sintomi, ma un dolore con questa irradiazione può far pensare a una colica da verificare con il medico.

Un fastidio al fianco accompagnato da febbre e brividi può invece indicare una pielonefrite, cioè un’infezione dei reni. Possono comparire anche nausea e vomito. I disturbi urinari, come bruciore o bisogno frequente di urinare, non sono però sempre presenti: la loro assenza non consente di escludere un’infezione renale quando coesistono dolore al fianco e febbre.

Quando chiedere assistenza

È opportuno rivolgersi al medico se il mal di schiena non migliora dopo alcune settimane o limita le attività quotidiane. Serve una valutazione urgente quando il dolore è improvviso e molto intenso, peggiora rapidamente, oppure si accompagna a febbre e brividi. La stessa indicazione vale in caso di possibile colica in una persona con un solo rene.

È necessaria un’emergenza immediata se compaiono il blocco della produzione di urina, confusione o difficoltà respiratorie insieme a una possibile infezione o colica. Anche nuove difficoltà a urinare, incontinenza, perdita di sensibilità nell’area intorno a genitali e ano o sintomi neurologici a entrambe le gambe associati al mal di schiena richiedono assistenza immediata. Non è necessario attendere la comparsa di tutti i segnali: anche uno solo, soprattutto se insorge rapidamente, è sufficiente per chiedere aiuto.

L’assenza di dolore non dimostra che i reni siano sani. La malattia renale cronica, infatti, può non dare sintomi nelle fasi iniziali e viene valutata attraverso esami del sangue e delle urine. Al contrario, il mal di schiena non rende automaticamente necessari controlli renali: sarà il medico, dopo la visita, a stabilire gli accertamenti. In caso di sospetta pielonefrite possono servire esame delle urine e urinocoltura; per i calcoli, analisi di sangue e urine, ecografia o TC.