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Infarto nelle donne: i segnali da non sottovalutare

Fiato corto, nausea e altri disturbi possono accompagnare l’episodio: quando serve chiamare subito i soccorsi.

Quando si pensa a un infarto, il primo sintomo che viene in mente è spesso una fitta intensa al centro del petto. Nelle donne, però, un episodio cardiaco può manifestarsi anche senza dolore toracico, con disturbi come fiato corto, nausea o vomito. È importante, tuttavia, mantenere la corretta proporzione: anche nelle donne il segnale più comune resta il dolore o il fastidio al centro del torace.

Il disturbo non è necessariamente una trafittura improvvisa. Può presentarsi come pressione, costrizione o senso di pienezza, una sensazione simile a un peso che schiaccia. Può inoltre durare alcuni minuti, attenuarsi e poi ricomparire. Queste caratteristiche riguardano uomini e donne e possono rendere più difficile riconoscere tempestivamente il problema.

Gli altri segnali da riconoscere

Nelle sindromi coronariche acute, che comprendono infarto e angina instabile, le donne riferiscono più spesso degli uomini difficoltà respiratoria e nausea o vomito. Tra i pazienti con una sindrome coronarica acuta confermata, la dispnea risulta circa il 10% più frequente nelle donne, mentre nausea e vomito lo sono del 27%. Questi sintomi possono accompagnare il fastidio al petto oppure comparire da soli.

Tra gli altri possibili segnali d’allarme ci sono il fastidio a uno o entrambi gli arti superiori, il dolore o il fastidio a schiena, collo o mandibola, la sudorazione fredda, i capogiri improvvisi e una stanchezza insolita. Non esiste però una sequenza fissa con cui i sintomi compaiono e il quadro non è esclusivamente femminile.

Le linee guida cardiologiche invitano inoltre a non definire “atipico” il dolore toracico quando assume forme meno classiche: questa definizione può far apparire benigno un disturbo che richiede invece attenzione. Allo stesso tempo, un singolo episodio di nausea o la stanchezza abituale non bastano per far pensare a un infarto, perché gli stessi disturbi possono dipendere da condizioni diverse.

Quando chiedere aiuto

I sintomi, da soli, non permettono una diagnosi e non consentono di distinguere a casa un problema cardiaco da disturbi digestivi o ansia. Per chiarire la natura dell’episodio serve una valutazione medica integrata. In ospedale, la storia clinica e la visita vengono associate all’elettrocardiogramma e alla misurazione della troponina cardiaca, un esame del sangue che può rilevare un danno al muscolo del cuore.

Anche un primo elettrocardiogramma normale non è sempre sufficiente a escludere un problema se il quadro resta sospetto: per questo possono essere necessari controlli ravvicinati. In presenza di un peso al petto o di una combinazione improvvisa di fiato corto, sudorazione fredda, nausea o dolore irradiato a braccia, schiena o mandibola, bisogna chiamare immediatamente il servizio di emergenza.

L’errore più rischioso è aspettare che compaia la fitta classica prima di chiedere aiuto. L’assenza del dolore al centro del torace non esclude infatti che il cuore stia soffrendo: la verifica deve essere affidata subito ai soccorsi e agli esami ospedalieri.