Sardegna

In Sardegna 250 tecnici degli enti locali rischiano il posto

La Uil chiede chiarimenti, proroghe e stabilizzazioni per le figure impegnate nei progetti europei sull’isola

Sono 250 i funzionari e i tecnici ministeriali ad alta specializzazione che lavorano negli enti locali della Sardegna per l’attuazione del Pnrr e delle politiche di coesione e che rischiano di perdere il posto prima della scadenza degli incarichi. I contratti, secondo quanto riferito dalla Uil Funzione pubblica e dal Comitato Funzionari Fg-Ft del Pnrr, sono fissati al 31 dicembre 2026, ma alcuni Comuni starebbero anticipando la chiusura dei rapporti.

In Sardegna gli enti coinvolti sono 145, tra cui 21 in provincia di Oristano. Nell’elenco risultano, tra gli altri, i Comuni di Abbasanta, Bosa, Cabras, Cuglieri, Ghilarza, Laconi, Marrubiu, Mogoro, Oristano, Paulilatino, Samugheo, San Vero Milis, Santa Giusta, Santu Lussurgiu, Scano di Montiferro, Simaxis, Solarussa, Terralba e Tresnuraghes. Sono interessate anche la Provincia di Oristano e l’Unione dei Comuni dell’Alta Marmilla.

L’allarme dei lavoratori

A sollevare la questione sono stati la Uil Funzione pubblica e il Comitato nazionale dei Funzionari Fg-Ft del Pnrr. Il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio, con una nota del 9 ottobre inviata agli enti locali, ha indicato che i compensi dei professionisti impegnati nei programmi Circolari Coesione Sud e Professionisti al Sud, oltre 2.000 in tutta Italia, devono essere pagati e quietanzati entro il 31 dicembre 2026. La stessa comunicazione ha chiesto agli enti una ricognizione dei costi sostenuti per ciascun esperto e ha ricordato che i rapporti di lavoro non possono superare i 36 mesi.

Secondo Tiziana Mori, esponente della Uil Funzione pubblica e portavoce nazionale del Comitato, alcuni enti avrebbero interpretato la nota come un’indicazione a concludere in anticipo gli incarichi, con scadenze comprese tra il 30 novembre e il 10 dicembre. Mori ha precisato che i Comuni si sarebbero attenuti alle indicazioni ricevute, ma ha contestato la risoluzione anticipata dei contratti, ritenendola in contrasto con gli accordi sottoscritti.

La portavoce ha inoltre spiegato che i funzionari gestionali e tecnici sono laureati in Giurisprudenza, Economia, Ingegneria e Architettura. La partita Iva, ha chiarito, sarebbe stata richiesta esclusivamente per la rendicontazione. I professionisti, ha aggiunto, non sono consulenti né incaricati ai sensi dell’articolo 110 del Testo unico degli enti locali, ma hanno superato una selezione pubblica del Ministero della Pubblica amministrazione sulla piattaforma InPa.

Le richieste al Governo

Mori ha richiamato anche la posizione dell’Anci, secondo cui la nota del Dipartimento non imporrebbe lo scioglimento dei rapporti, ma chiederebbe soltanto di quantificare le somme già spese e quelle necessarie fino alla scadenza naturale. Il Comitato sollecita quindi una nota chiarificatrice della Presidenza del Consiglio, la proroga degli incarichi attraverso le risorse della nuova programmazione europea e, al termine dei 36 mesi, un percorso di stabilizzazione sul modello adottato per i precari della giustizia.

La Uil Funzione pubblica Sardegna sottolinea che la possibile uscita dei tecnici avrebbe conseguenze anche sull’attività degli enti. Priamo Foddis, segretario generale regionale, e Massimo Marceddu, segretario organizzativo, hanno evidenziato che queste figure non seguono soltanto i progetti del Pnrr, ma aiutano i Comuni a preparare i progetti e a partecipare ai bandi europei e regionali. La loro assenza, secondo il sindacato, potrebbe ridurre la capacità progettuale delle amministrazioni e mettere a rischio l’accesso a risorse destinate allo sviluppo del territorio.

Sulla vicenda sono intervenuti anche i deputati del Partito Democratico Silvia Roggiani, Silvio Lai e Marco Sarracino, che hanno annunciato un’interrogazione ai ministri della Pubblica amministrazione e degli Affari europei, del Pnrr e delle politiche di coesione. L’obiettivo è ottenere chiarimenti sul futuro dei lavoratori e sulla continuità delle attività affidate agli enti locali.