I 60 milioni di euro a fondo perduto stanziati dal Governo per aiutare gli agricoltori a sostenere i costi del gasolio agricolo rappresentano, secondo Cia Belluno, un primo intervento per un comparto alle prese con una grave carenza di liquidità. Le risorse riguardano le spese sostenute per l’acquisto del carburante da giugno a metà ottobre e sono state inserite nel decreto-legge emanato dal Consiglio dei ministri con disposizioni urgenti di sostegno.
Il provvedimento, osserva il presidente di Cia Belluno Rio Levis, può offrire un parziale sollievo alle imprese agricole, ma sarà importante che le procedure di erogazione siano rapide. L’obiettivo indicato dall’associazione è compensare, almeno in parte, le difficoltà affrontate dalle aziende nelle ultime settimane, tra costi di gestione elevati e disponibilità finanziarie sempre più limitate.
La richiesta alla Regione
Per Cia Belluno, tuttavia, il contributo sul gasolio non è sufficiente. L’associazione ha inviato una lettera al presidente della Regione Alberto Stefani e all’assessore regionale all’agricoltura Dario Bond, chiedendo l’adozione di misure strutturali a sostegno del comparto. Tra le proposte figura un intervento in conto interessi sui prestiti agrari, sia per i finanziamenti destinati alla conduzione delle aziende sia, dove possibile, per quelli già in essere.
La richiesta riguarda in particolare le imprese colpite dalla siccità e dalle conseguenti perdite produttive. Secondo l’organizzazione, il sostegno dovrebbe essere accompagnato da un confronto con gli istituti di credito, così da favorire condizioni di finanziamento sostenibili e scadenze compatibili con i cicli dell’attività agricola.
Liquidità ridotta e nuove campagne
Nel documento trasmesso all’amministrazione regionale, Cia Belluno chiede anche un incontro in tempi brevi per approfondire le proposte e definire modalità operative, risorse e tempi di attuazione. L’associazione riferisce di aver raccolto le difficoltà degli operatori attraverso assemblee e tavole rotonde organizzate nelle scorse settimane con gli agricoltori del territorio.
Il problema, spiega Levis, riguarda la necessità per le aziende di anticipare le spese per avviare le nuove campagne, pagare fornitori e dipendenti e rispettare le scadenze dei finanziamenti. In questo contesto, il ricorso al credito per sostenere la gestione ordinaria rischia di aumentare ulteriormente l’indebitamento, mentre la liquidità disponibile si riduce.
Per Cia Belluno, garantire la continuità delle attività agricole significa tutelare la produzione alimentare, l’occupazione, il presidio del territorio e la vitalità delle comunità rurali bellunesi. L’associazione considera quindi il comparto agroalimentare strategico e sollecita decisioni rapide e incisive da parte delle istituzioni regionali.