La decisione di inserire il plesso scolastico di Finalborgo nel piano di ridimensionamento della rete scolastica ligure riapre il confronto politico a Finale Ligure. La chiusura è stata approvata dal Consiglio regionale nell’ultima seduta della settimana e ha suscitato la contrarietà dell’amministrazione comunale, già intervenuta sul futuro della struttura.
Alla posizione del Comune si aggiunge ora quella del Gruppo Misto, componente della minoranza consiliare. In una nota, l’opposizione contesta alla maggioranza il lavoro svolto a quasi tre anni dall’insediamento e collega il caso del plesso a una valutazione più ampia dell’azione amministrativa. Il documento richiama, tra gli altri aspetti, le politiche sociali, le opere pubbliche, la regolamentazione del commercio e dei dehors e l’organizzazione degli eventi turistici.
Il nodo del trasferimento
Il tema principale resta però la scuola di Finalborgo. Secondo la ricostruzione del Gruppo Misto, la maggioranza non avrebbe raggiunto l’obiettivo annunciato di trasferire il plesso all’interno dei confini del rione. La minoranza sostiene inoltre che, in assenza di interventi da parte del Comune, la struttura si trovi ora davanti al rischio della soppressione.
Nel documento viene ricordato anche l’intervento realizzato nella sede di via Brunenghi grazie ai fondi del Pnrr, progetto avviato durante il precedente mandato da una diversa giunta. L’opposizione sostiene che una delle finalità dell’intervento fosse creare nuovi spazi per il plesso del Borgo, pur mantenendolo nella sede di via Brunenghi per ragioni legate alla normativa e alla funzionalità degli edifici.
L’appello alla maggioranza
La soluzione prospettata nella nota prevedeva anche una nuova mensa interna a servizio di entrambi i plessi, oltre a un miglioramento dell’efficienza dei servizi. Per il Gruppo Misto, questo percorso avrebbe potuto consentire di gestire il futuro della scuola senza arrivare alla chiusura prevista dal piano regionale.
La minoranza conclude quindi chiedendo all’amministrazione comunale di intervenire ancora, sostenendo che ci siano margini per evitare la soppressione. L’appello è rivolto a chi ha la responsabilità istituzionale di affrontare la questione e punta sulla necessità di una scelta politica, mentre il provvedimento regionale riporta il futuro del plesso al centro del dibattito cittadino.