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Perquisizioni a Lodi dopo gli scontri di Milano: armi sequestrate

Identificate circa cento persone in 18 centri, fra cui 51 minorenni. Recuperati cellulari, munizioni, lame e capi per coprire il volto.

La Digos ha eseguito perquisizioni anche a Lodi nell’ambito dell’inchiesta sui disordini avvenuti a Milano il 17 e 18 ottobre 2026. L’attività della Polizia di Stato si è svolta nella mattinata di venerdì 23 ottobre e ha interessato complessivamente 18 città italiane, con l’identificazione di circa 100 persone, tra cui 51 minorenni.

Gli interventi sono stati eseguiti su delega dell’Autorità giudiziaria e di iniziativa. Gli investigatori stanno raccogliendo elementi utili a ricostruire le violenze e a chiarire il ruolo delle persone coinvolte. Per il momento non sono stati resi noti dettagli specifici sulle singole perquisizioni effettuate nel Lodigiano.

Controlli in 18 città

Oltre a Lodi, gli accertamenti hanno riguardato Bergamo, Como, Cremona, Monza e Varese. Le verifiche si sono estese anche ad Arezzo, Bari, Bologna, Bolzano, Firenze, Genova, Napoli, Pescara, Padova, Verbania, Aosta e Verona.

Le persone controllate erano già state identificate nel contesto delle indagini sui disordini milanesi. L’obiettivo degli investigatori è ricostruire la dinamica degli episodi, verificare eventuali collegamenti tra i protagonisti e individuare ulteriori responsabilità individuali.

Armi e dispositivi sotto sequestro

Durante le operazioni sono stati sequestrati telefoni cellulari, computer e altri dispositivi informatici. Il materiale sarà esaminato per verificare contatti e comunicazioni tra le persone finite al centro dell’inchiesta.

Tra gli oggetti recuperati figurano armi soft air, munizioni da guerra, coltelli e altre armi da taglio, oltre a manganelli telescopici, tirapugni, mazze, sfollagente, aste di alluminio e una balestra. Gli agenti hanno trovato anche taniche di plastica contenenti benzina.

Nel corso delle perquisizioni sono stati inoltre rinvenuti passamontagna e scaldacollo, ritenuti utilizzabili per nascondere il volto, insieme ad alcuni capi di abbigliamento che sarebbero stati rubati nei negozi durante recenti manifestazioni.

Le indagini proseguono con ulteriori verifiche da parte degli agenti della Digos. L’analisi dei dispositivi elettronici e degli altri materiali sequestrati potrebbe fornire nuovi elementi per ricostruire quanto accaduto a Milano nelle giornate del 17 e 18 ottobre e per definire le eventuali responsabilità.