Internazionale

Retatrutide non approvata, online aumentano fame e rischi

Lo studio su migliaia di messaggi segnala effetti inattesi, ma non prova un legame diretto con la sostanza

La ricerca di soluzioni rapide per perdere peso può spingere alcune persone verso prodotti acquistati fuori dai canali ufficiali. È il caso della retatrutide non approvata, una molecola ancora in fase di studio clinico e non autorizzata al commercio, che viene proposta attraverso il cosiddetto mercato grigio. Un nuovo studio ha analizzato le conversazioni online di chi afferma di utilizzarla, facendo emergere segnalazioni inattese e diversi interrogativi sulla sicurezza.

I ricercatori hanno esaminato quasi 150.000 messaggi pubblicati in varie comunità online, riconducibili a oltre 7.800 utenti. Attraverso strumenti informatici hanno classificato i sintomi descritti nelle discussioni. Oltre a stanchezza e nausea, tra gli effetti riportati più frequentemente compare un aumento dell’appetito e del desiderio di cibo, un dato apparentemente in contrasto con l’obiettivo della molecola, studiata per ridurre la fame e associata, nei primi test clinici controllati, a importanti riduzioni di peso.

I possibili motivi delle segnalazioni

Rispetto alle conversazioni dedicate a farmaci già noti come semaglutide e tirzepatide, nelle discussioni sulla retatrutide ricorrono più spesso anche insonnia e battito accelerato, oltre a variazioni nei livelli di energia. La molecola agisce su tre diversi recettori ormonali, compresi quelli del glucagone, e potrebbe quindi influenzare il dispendio energetico in modo differente rispetto alle terapie attualmente disponibili.

Secondo gli autori, però, esiste una spiegazione più concreta. Chi acquista sostanze su internet al di fuori dei canali regolamentati non può sapere con certezza che cosa contenga davvero la fiala. Il prodotto potrebbe avere principio attivo assente, sottodosato o degradato. Anche errori nella preparazione delle dosi o l’assunzione contemporanea di altre sostanze non dichiarate possono modificare la risposta dell’organismo e rendere impossibile interpretare correttamente i sintomi.

Lo studio è di tipo osservazionale e presenta limiti rilevanti. I racconti pubblicati sui forum non permettono di stabilire un rapporto di causa-effetto tra la sostanza indicata e il disturbo riferito. I ricercatori non hanno potuto verificare la purezza dei prodotti, le dosi effettivamente utilizzate né la storia clinica degli utenti. Inoltre, chi sperimenta un effetto insolito potrebbe essere più incline a scriverne online, generando una distorsione nelle segnalazioni e impedendo di stimare la reale frequenza degli eventi.

I rischi del mercato non regolamentato

Per chi valuta trattamenti farmacologici contro il sovrappeso o l’obesità, i risultati richiamano soprattutto il tema della sicurezza. I prodotti acquistati fuori dai canali autorizzati non offrono garanzie sulla sterilità, sull’identità chimica e sul dosaggio. Chi ha utilizzato sostanze comprate in rete dovrebbe parlarne con un medico, anche in presenza di imbarazzo o timore di essere giudicato. Un confronto trasparente consente di valutare opzioni approvate e di monitorare nel tempo eventuali effetti indesiderati.

Il lavoro scientifico, intitolato Self-Reported Adverse Effects Among Social Media Users Taking Nonapproved Retatrutide, è stato pubblicato su JAMA Network Open. Il DOI dello studio è 10.1001/jamanetworkopen.2026.38929.