Martedì 27 ottobre alle 21, il Cinema Esperia di via Chiesanuova 90, a Padova, ospiterà la proiezione di Le sang et la boue – Fango e sangue, documentario diretto dal regista francese Jean-Gabriel Leynaud. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’Associazione Tumaini di Selvazzano Dentro.
Realizzato nel 2024, il film dura 96 minuti ed è una coproduzione tra Repubblica Democratica del Congo, Germania e Francia. Al centro del racconto c’è Numbi, villaggio tra le montagne congolesi e luogo di estrazione artigianale del coltan, minerale essenziale per la produzione di numerosi dispositivi tecnologici.
La vita nelle miniere di Numbi
Il documentario segue la quotidianità dei minatori, impegnati a estrarre il minerale a mani nude e in condizioni di forte pericolo. Il lavoro, segnato dalla fatica e dall’esposizione costante al fango, si inserisce in una filiera attraversata da sfruttamento e profonde disuguaglianze. Il coltan, definito nel film oro grigio, alimenta da decenni conflitti e interessi economici legati ai Paesi più industrializzati.
Attraverso le immagini girate a Numbi, Leynaud mette a confronto la ricchezza naturale delle montagne congolesi con le condizioni di vita delle comunità locali. I lavoratori sono presentati come persone con sogni e speranze, oltre che come protagonisti di una realtà segnata dalla durezza dell’estrazione mineraria e dalle dinamiche post-coloniali.
La giuria del Trento Film Festival e altri festival internazionali hanno riconosciuto al regista la capacità di mantenere una presenza discreta sul campo, costruendo un rapporto di intimità con i minatori. Il film ha inoltre ricevuto apprezzamenti per la qualità delle immagini, curate dallo stesso Leynaud, e per il valore della testimonianza sulle conseguenze sociali e umane della filiera tecnologica.
Il percorso del regista e i riconoscimenti
Jean-Gabriel Leynaud ha realizzato e diretto circa quindici documentari per emittenti francesi e internazionali, tra cui National Geographic, Discovery Channel, Arte, France 2, France 3, Rai e Canal+. Ha lavorato su temi che spaziano dalla tossicodipendenza all’archeologia, dalla ricerca scientifica all’esplorazione, occupandosi anche di fotografia per documentari, film e campagne pubblicitarie.
Le sang et la boue ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui il premio per il miglior documentario al Durban DIFF, premi della giuria a Rennes-Le-Château e Brasov, il Social Impact Award a Londra, la Silver Gentiane al Trento Film Festival e il Premio Diritti Umani dello stesso festival. Tra gli altri riconoscimenti figurano l’Etoile de la SCAM 2025, il Diable d’or al FIFAL in Svizzera e l’Avance sur recettes del CNC francese.
La serata è promossa insieme all’Associazione Tumaini – Un ponte di solidarietà, con sede a Selvazzano Dentro. L’organizzazione opera nella tutela dei diritti umani, nella solidarietà internazionale e nel sostegno a programmi rivolti a donne e orfani, in collaborazione con l’associazione Appui Aux Personnes Vulnérables di Goma. Sul territorio lavora anche al progetto di corsi di lingua italiana Insieme con l’associazione Selvazzano for Children.