Tra terme, archeologia e stelle: itinerario nella Carnia

Memoria romana, flora locale e osservazione astronomica nel Friuli montano.

Le Terme di Arta possono essere il punto di partenza per esplorare una parte della Carnia in cui storia e natura convivono. In pochi chilometri si passa dalle acque della fonte Pudia alle testimonianze dell’antica Roma, dai sentieri nei boschi all’Orto Botanico della Polse di Cougnes, fino all’osservazione del cielo. Un itinerario adatto a chi desidera alternare momenti di benessere, visite culturali e attività all’aperto senza seguire ritmi serrati.

Arta Terme si trova a 442 metri di altitudine, ai piedi delle Alpi Carniche. La fonte Pudia era conosciuta già in epoca romana e le acque contribuirono, soprattutto dall’Ottocento, a consolidare la vocazione turistica della località. Tra le memorie del paese c’è anche quella legata a Giosuè Carducci, che soggiornò a Piano d’Arta e frequentò le terme. A ricordare il poeta resta il grande ippocastano associato alla sua presenza.

Zuglio e la memoria romana

A pochi chilometri si trova Zuglio, l’antica Iulium Carnicum, sorta lungo la via Iulia Augusta, la direttrice che collegava Aquileia alle regioni alpine e al Norico. Gli scavi hanno portato alla luce il foro, la basilica, un tempio e un complesso termale, restituendo l’immagine di un centro importante per i collegamenti commerciali e militari dell’area.

La storia del territorio può essere approfondita nel Civico Museo Archeologico Iulium Carnicum, ospitato a Palazzo Tommasi Leschiutta. Il percorso si sviluppa su tre piani e va dalla preistoria all’epoca rinascimentale. Sono esposti reperti provenienti dal foro, dalle terme e dalle abitazioni private, oltre agli affreschi pompeiani del frigidarium. Il museo conserva anche testimonianze della necropoli di Misincinis di Paularo e le cinque sculture lignee dell’altare di Domenico da Tolmezzo, ritrovate nel 2016.

Dalle piante al cielo stellato

Il percorso può proseguire verso la Pieve Matrice di San Pietro e la vicina Polse di Cougnes. Qui il Giardino dei Semplici, sviluppato su quattro terrazze, raccoglie oltre 1.200 piante, in gran parte autoctone. Le specie spontanee, alimentari e officinali raccontano gli usi della flora nella cultura delle comunità montane. L’orto ha anche una funzione didattica: il laboratorio conserva erbari e materiali sulla flora spontanea del Friuli.

Quando arriva la sera, l’attenzione si sposta verso l’Osservatorio Astronomico della Polse di Cougnes. La struttura, favorita dal basso inquinamento luminoso, dispone di una cupola motorizzata e di un telescopio Ritchey-Chrétien di grandi dimensioni. Le attività divulgative sono rivolte anche a bambini e ragazzi e permettono di osservare costellazioni, pianeti e altri oggetti celesti. Nella zona è inoltre possibile partecipare all’astrotrekking a Fielis, unendo il cammino all’osservazione notturna.

Il territorio offre così esperienze differenti, dalla visita archeologica alla conoscenza delle piante, fino alle attività astronomiche e alle piscine termali. La varietà delle proposte consente di costruire un soggiorno articolato, alternando cultura, paesaggio e momenti di relax.