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Il Torino contro il Monza cerca la conferma definitiva

Entrambe le squadre hanno vinto bene nell'ultimo turno, i granata vanno a caccia della terza vittoria di fila

Il Torino contro il Monza cerca la conferma definitiva

Una sfida per dimostrare di essere cresciuti, consolidare le certezze acquisite e dare una svolta alla stagione. Il Torino arriva all’appuntamento con il Monza di Ivan Juric forte dei successi ottenuti contro Udinese e Parma, con l’ambizione di proseguire il proprio percorso positivo. La partita, però, non sarà affatto semplice. Ignazio Abate sa bene che serviranno carattere e determinazione per affrontare un avversario aggressivo, capace di mettere in difficoltà chiunque sul piano fisico e agonistico.

Il tecnico granata ha spiegato cosa si aspetta dalla sua squadra: il Monza «la metterà sull’intensità, sui duelli. Sarà una partita sporca, dovremo sporcarci le mani e dentro a quello sporco mettere qualità. Se trovi squadre che vanno uomo contro uomo non puoi pensare a dominare. Dobbiamo calarci nella loro mentalità». Abate vuole ritrovare lo stesso «veleno» e quel «saper godere nella sofferenza» che hanno permesso al Torino di imporsi 3-0 a Parma. La priorità resta costruire «l’anima del gruppo», un’identità collettiva da rafforzare quotidianamente. Bisognerà «alimentare quest’anima, perché va innaffiata giorno per giorno e non va abbandonata, in una piazza come questa è un obbligo. E infine dovremo essere più riconoscibili possibile nel gioco. Io credo nel lavoro, testa bassa e pedalare forte, forte, forte».

Anche il pubblico sembra aver recepito il messaggio: per la gara sono attesi più di 20.000 spettatori. «Per il Monza dovrà essere dura – ha aggiunto Abate -. Ci sarà tanta gente e io non vedo l’ora, dobbiamo continuare ad avere questa connessione con la nostra gente. Loro ci sono sempre stati vicino nei momenti difficili, ora sta a noi cercare di trascinarli».

Tra i simboli di questo spirito c’è Giovanni Simeone, protagonista a Parma con una doppietta, ma soprattutto esempio di sacrificio e dedizione. «Giovanni ha sempre messo il gruppo davanti a tutto, il nostro stemma davanti a qualsiasi altra cosa. Ha lottato sempre per il bene della squadra. È un giocatore da gruppo, e quando pensi alla squadra e non al tuo ego allora la ruota ti gira bene. Alleno ragazzi positivi, energici che hanno a cuore questa piazza».

Abate ha anche riconosciuto le difficoltà iniziali del centravanti: «Abbiamo iniziato l’annata con un solo attaccante – ha aggiunto Abate -, e forse così ho messo un po’ in difficoltà Giovanni. Passando alle due punte mi è sembrato molto più a suo agio, strada facendo poi abbiamo dovuto trovare un certo equilibrio. È un processo, ora inizio a conoscere meglio i ragazzi e a capire cosa possono dare nell’immediato e dove si può lavorare».

Proprio l’intesa tra Simeone e Che Adams rappresenta una delle notizie più incoraggianti per il Torino. Entrambi sono andati a segno al Tardini e sembrano aver trovato la giusta sintonia. Nella passata Serie A avevano cominciato insieme soltanto dieci partite, segnando entrambi in appena due occasioni, contro Lazio e Pisa. In questa stagione sono già tre le gare disputate da titolari contemporaneamente.

L’argentino garantisce grinta, disponibilità al sacrificio e continuità realizzativa: ha segnato almeno un gol in Serie A nelle ultime 11 stagioni, raggiungendo la doppia cifra in cinque annate, compresa l’ultima. Adams, invece, si distingue per tecnica negli spazi stretti e fiuto del gol, qualità emerse nelle reti contro Milan, Fiorentina e Parma. A favorire la loro intesa contribuiscono anche il lavoro degli esterni e la qualità del centrocampo. Il Torino cresce e vuole confermare i progressi anche contro il Monza.