Lo scrittore giapponese Ryu Murakami è morto all’età di 74 anni. La notizia è stata comunicata dalla casa editrice Gentosha, che ha espresso cordoglio per la scomparsa dell’autore, noto per una produzione narrativa costruita attorno a temi come sesso, droga, alienazione e violenza.
Una voce della narrativa giapponese
Nel comunicato diffuso dopo la morte, Gentosha ha ricordato il percorso di uno scrittore che ha dedicato la propria carriera alla pubblicazione di opere provocatorie rivolte soprattutto a un pubblico giovane. I suoi libri, tradotti in numerosi Paesi, hanno raccontato forme di disagio individuale e collettivo, concentrandosi sulle vite di persone ai margini e sui conflitti legati alla ricerca di un’identità.
Tra i titoli più conosciuti figura Blu quasi trasparente, romanzo d’esordio pubblicato nel 1976. L’opera descrive il declino di una gioventù ribelle immersa nella droga e nel sesso e valse allo scrittore il premio Akutagawa, uno dei più importanti riconoscimenti letterari del Giappone.
Le opere più note
Un altro libro centrale nella produzione di Murakami è Coin Locker Babies, pubblicato nel 1980. La storia segue due bambini abbandonati in fasce negli armadietti a gettoni di una stazione e il loro percorso alla ricerca di un’identità, in un ambiente popolato da emarginati e figure del sottobosco di Tokyo.
Nel 1997 lo scrittore ha pubblicato Tokyo Soup, romanzo che accompagna le peregrinazioni di un turista attraverso il quartiere a luci rosse della capitale giapponese. Di diverso tono è Raffles Hotel, uscito nel 1989, che riunisce all’interno di un celebre albergo di epoca coloniale a Singapore personaggi segnati da profondi turbamenti emotivi.
Nel messaggio di cordoglio, Gentosha ha definito Murakami un pioniere del suo tempo e ha ricordato il ritmo intenso con cui ha vissuto e lavorato. La casa editrice ha quindi invitato a pregare per il riposo dell’anima dello scrittore, la cui opera ha affrontato senza attenuazioni gli aspetti più controversi della società contemporanea.