La sconfitta per 3-0 contro il Torino ha riportato in evidenza i problemi del Parma, ancora alla ricerca di un equilibrio con Alberto Gilardino in panchina. Al Tardini la squadra ha prodotto numeri importanti sul piano del volume di gioco, con 25 tiri e 461 passaggi, entrambi record stagionali, ma non è riuscita a trasformare il possesso e le conclusioni in occasioni realmente decisive.
David Romero e Simone Lontani sono stati i giocatori più attivi sotto porta, con quattro conclusioni ciascuno. Nessun altro calciatore del Parma aveva raggiunto questo dato in una singola partita di Serie A. Il dato conferma la volontà di cercare la porta, ma evidenzia anche la difficoltà della squadra nel trovare concretezza. Romero resta un riferimento per la manovra offensiva, mentre Lontani ha mostrato personalità senza riuscire a trovare la soluzione vincente.
Le difficoltà sulle corsie
Il rendimento degli esterni rappresenta una delle principali questioni da risolvere. Con la difesa a cinque, le fasce avevano già faticato a garantire spinta durante la gestione di Cuesta. Contro il Torino, questa carenza ha offerto agli avversari spazio per avanzare e sviluppare le proprie iniziative. Il Parma è apparso poco incisivo nell’accompagnare l’azione e vulnerabile quando perdeva il controllo del gioco.
Il problema riguarda quindi entrambe le fasi. Se le corsie non sostengono l’attacco, la squadra perde ampiezza e diventa più prevedibile; quando invece non riescono a contenere le avanzate avversarie, la retroguardia resta esposta. Anche al centro della difesa servono progressi: l’intesa tra Enrico Del Prato? No, tra Troilo e Diego Carlos è ancora da costruire e il reparto deve migliorare distanze e automatismi. I tre gol subiti al Tardini hanno sottolineato la necessità di una maggiore compattezza complessiva.
Bernabé cerca riferimenti
In mezzo al campo, Adrián Bernabé continua a essere chiamato a dare ordine e qualità, ma spesso appare isolato. Per incidere con continuità, il centrocampista ha bisogno di compagni più vicini e di soluzioni di passaggio capaci di aiutarlo a superare la pressione degli avversari senza affidare soltanto a lui la costruzione del gioco.
In attacco Romero sembra il punto fermo, mentre resta da valutare l’impiego di El Bilal Touré. L’esterno garantisce impegno e disponibilità al sacrificio, ma finora non ha trovato il gol. Gilardino dovrà valutare se affidarsi a un profilo più offensivo, come Frigan o Lontani, per aumentare la presenza negli ultimi metri. Anche tra i pali Daffara è una candidatura da prendere in considerazione per la prossima partita, in una fase in cui il tecnico deve individuare gli interpreti più adatti per provare a cambiare rotta.