Pistoia (PT)

Sanità in affanno a Pistoia, la Cgil chiede assunzioni

Turni prolungati, salari insufficienti e servizi sotto pressione: confronto dedicato alle criticità degli operatori.

Turni sempre più lunghi, organici ridotti e difficoltà nel ricambio generazionale. È il quadro tracciato dalla Cgil durante il convegno organizzato all’ospedale San Jacopo di Pistoia, un momento di confronto dedicato alle condizioni di chi lavora ogni giorno nelle strutture sanitarie.

L’iniziativa, intitolata Lavorare in sanità oggi, ha riunito le diverse professionalità impegnate negli ospedali con l’obiettivo di raccogliere le loro esperienze e mettere in evidenza le principali carenze del settore. Tra i problemi segnalati figurano la minore attrattività delle professioni sanitarie, i rischi per la sicurezza personale, gli investimenti ritenuti insufficienti e salari che spingono molti professionisti verso il privato o l’estero.

Le criticità del comparto

Riccardo Bartolini, segretario generale della Fp Cgil di Pistoia e Prato, ha individuato tre questioni centrali. La prima riguarda il definanziamento, che secondo il sindacato mette in difficoltà il sistema sanitario nazionale e regionale. La seconda è legata al personale, anche in relazione al mancato superamento dei limiti agli organici. La terza riguarda il livello delle retribuzioni.

Secondo il sindacato, alle difficoltà generali si aggiungono quelle specifiche del territorio pistoiese, con interrogativi sulla qualità, sulla quantità e sulla presenza dei servizi. La richiesta principale emersa dal confronto è un cambio di passo nelle assunzioni, considerato necessario per ridurre il peso dei turni e garantire una maggiore sostenibilità del lavoro.

Massimo Ciuti, della segreteria della Fp Cgil di Pistoia e Prato, ha sottolineato il ruolo delle persone che continuano a sostenere il sistema nonostante le difficoltà. La Toscana, ha osservato, mantiene un livello elevato di intervento pubblico, ma restano condizioni strutturali sulle quali intervenire. Tra queste, la perdita di qualità della vita lavorativa, che secondo il sindacalista rende più difficile conciliare l’attività professionale con quella privata.

Le richieste dei lavoratori

Le testimonianze portate al convegno hanno evidenziato una serie di problemi ancora aperti e la richiesta di un intervento delle istituzioni, a partire dalla Regione. Tra gli aspetti citati ci sono la carenza di parcheggi, gli sprechi economici e la scarsa attrattività delle aree più isolate, fattori che contribuiscono a rendere più difficile il reclutamento e la permanenza del personale.

La stanchezza degli operatori, è stato sottolineato, può avere conseguenze anche sui pazienti e sulla qualità dell’assistenza. Andrea Brachi, segretario Spi Cgil di Pistoia e Prato, ha richiamato inoltre lo spettro dell’invecchiamento della popolazione, collegandolo alla necessità di affrontare insieme la quantità e la qualità dei servizi e il rispetto della dignità di lavoratrici e lavoratori.