La Regionale 2026 delle Batailles de Reines si prepara a vivere una sfida nel segno della tradizione e dell’incertezza. Al centro dell’attenzione ci sarà Suisse di Ymak Frassy e Christopher Letey, già vincitrice del titolo nel 2024 e nel 2025 e ora alla ricerca del terzo successo consecutivo nella prima categoria.
Un eventuale tris permetterebbe a Suisse di entrare nella storia dei combats, seguendo le orme di Venise dei Clos, capace di imporsi tre volte tra il 2004 e il 2006, e di Guerra, vincitrice nel 1973, 1974 e 1975 con due proprietari diversi. Suisse ha già conquistato il titolo interregionale nel 2019 e, dal 2022 al 2024, ha ottenuto importanti affermazioni nei concorsi di Courmayeur, La Salle e Valpelline.
Prima categoria, molte candidate
L’assenza di Caprice di Livio Pervier priva la competizione di una delle avversarie più insidiose per la campionessa uscente. Tra le principali candidate al successo figura Tiky di Sandro Ronco, alla terza qualificazione consecutiva e reduce da prestazioni positive ad Ayas, Pont-Saint-Martin e Issime.
Attenzione anche a Berlin di Massimiliano Garin, vincitrice a Cogne e già protagonista alla Croix-Noire nel 2023, quando si impose nel concorso del Deuxième Veau. Tra le concorrenti più accreditate c’è inoltre Sirène dei fratelli Clos, tornata al successo a Châtillon dopo il terzo posto ottenuto a Gressan nel 2024 e una stagione di pausa.
Nel gruppo delle possibili outsider rientrano Miccia di Joel Follin, protagonista nell’ultima Regionale e vincitrice a inizio stagione, oltre a Mamba de Lo Citrin, Ardita di Chentre-Dalbard, Marmotta di Gimmy Dujany, Palmyre di Nello Girod e Bijou di Edy Gontier. Tra le sorprese sono attese anche Axel di Gildo Bonin, Guizza di Jean-Antoine Maquignaz, Allegra di Piero Busso, e Iris dei fratelli Cunéaz. Palmyre tornerà alla Croix-Noire con il numero verde, dopo il successo nel Deuxième Veau del 2025.
Seconda categoria senza la regina uscente
In seconda categoria l’assenza di Berlin dei fratelli Charbonnier, vincitrice un anno fa, rende il pronostico particolarmente aperto. Le prime indicazioni premiano Furie di Massimiliano Garin, seconda nella passata edizione, ed Espoir di Emanuela Machet, recentemente vittoriosa a Châtillon e già protagonista in diversi concorsi.
Alle loro spalle si candidano a un ruolo di primo piano Farouk di Renzo Marquis, Baronne di Claudio Berthod e Jardin di Aurelio Crétier. Quest’ultima ha vinto ad Arnad e vanta un percorso di rilievo, con il titolo dell’Espace Mont Blanc conquistato nel 2019, oltre ai successi ottenuti a Valpelline e in altri appuntamenti del circuito.
Completano il quadro delle possibili protagoniste Vilaine di Davide Grimod, Belva di Diego Perrin e Fuoco di Roby Bich, tutte già capaci di raggiungere le fasi avanzate della competizione. La domenica alla Croix-Noire di Aosta definirà così i nuovi equilibri delle due categorie, con Suisse chiamata a difendere il titolo e le altre bovine pronte a contenderle il primato.