Internazionale

Nuova escalation tra Iran, Stati Uniti e Israele

Possibili raid dopo il voto americano; Teheran annuncia ritorsioni e sette navi risultano danneggiate a Hormuz

Nuova escalation tra Iran, Stati Uniti e Israele

Le tensioni militari tra Iran, Stati Uniti e Israele continuano a crescere. Secondo indiscrezioni riportate dal New York Times, citando funzionari statunitensi e fonti informate, Washington e Tel Aviv avrebbero elaborato piani per riprendere gli attacchi contro la Repubblica islamica dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste il 3 novembre. Non risulta però che sia stata assunta una decisione definitiva sull’avvio di una nuova operazione.

Il presidente americano Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, avrebbe dichiarato: “Li abbiamo colpiti duramente, e potremmo farlo ancora un po’”. La frase è stata riferita da Al Jazeera e si inserisce in un quadro di crescente pressione tra i due Paesi e Israele, mentre proseguono le valutazioni sulle possibili conseguenze di un’ulteriore campagna militare.

Le ipotesi sui nuovi attacchi

In base alle ricostruzioni citate dal quotidiano statunitense, un’eventuale offensiva potrebbe durare alcuni giorni e colpire installazioni militari, capacità missilistiche, infrastrutture energetiche e siti collegati al programma nucleare iraniano. I preparativi comprenderebbero anche esercitazioni aeree nella regione. Le informazioni disponibili descrivono quindi un’ipotesi operativa ancora in fase di valutazione, senza confermare né la data né l’effettivo ordine di procedere.

Teheran ha fatto sapere che, in caso di ripresa dei raid, la risposta non si limiterebbe alle basi e alle navi da guerra americane. Secondo il Wall Street Journal, gli avvertimenti iraniani, trasmessi sia pubblicamente sia attraverso canali diplomatici riservati, riguarderebbero anche aeroporti, condutture e altri obiettivi civili nei Paesi vicini del Golfo Persico. La Repubblica islamica dispone di missili e droni e ha minacciato attacchi su una scala più ampia.

Le petroliere danneggiate a Hormuz

Stretto di Hormuz, sette petroliere sono state colpite e hanno riportato danni. Il bilancio, secondo le informazioni disponibili, è il più grave registrato in un solo giorno in questo tratto di mare dall’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, avviata il 28 febbraio.

In un comunicato diffuso giovedì, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha riferito che quattro imbarcazioni sono state prese di mira mentre trasportavano petrolio e hanno preso fuoco durante la notte. Le altre tre sarebbero rimaste immobilizzate dopo aver urtato mine. Gli Stati Uniti, secondo quanto riportato da Al Jazeera, hanno respinto la versione dell’Irgc, definendola un tentativo di sostenere l’aumento dei prezzi del petrolio in vista delle elezioni americane. Le responsabilità per i danneggiamenti restano quindi oggetto di contestazione.