Asti (AT)

Ad Asti il confronto su disabilità e vita indipendente

L'incontro parte dalle esperienze di due ex ospiti del Cottolengo e richiama l'articolo 19 della Convenzione ONU

Il superamento degli istituti, il diritto all’autodeterminazione e la possibilità per ogni persona con disabilità di scegliere dove, come e con chi vivere saranno al centro dell’incontro in programma giovedì 29 ottobre alle 17.30 nello spazio Fuoriluogo di Asti. L’occasione sarà la presentazione del libro Anni senza vita al Cottolengo, scritto da Piero Defilippi e Roberto Tarditi e curato da Ciro Tarantino e Samuele Pigoni.

L’iniziativa è promossa dall’associazione AMA Asti in collaborazione con Amnesty International, nell’ambito del progetto Inclusion for all, sostenuto dalla Fondazione CRT attraverso il Bando VivoMeglio 2025. Il confronto intende affrontare il tema della deistituzionalizzazione non soltanto come superamento delle grandi strutture, ma come costruzione di percorsi realmente fondati sulla libertà di scelta e sulla partecipazione alla vita della comunità.

Le testimonianze dal Cottolengo

Il volume raccoglie la testimonianza diretta di due persone con disabilità che hanno trascorso rispettivamente 24 e 35 anni all’interno del Cottolengo di Torino. All’inizio degli anni Ottanta entrambi decisero di lasciare l’istituto per intraprendere un percorso autonomo nella società. La loro esperienza personale è diventata anche una battaglia pubblica contro la segregazione e a favore dei diritti civili.

La nuova edizione restituisce a Defilippi e Tarditi la piena paternità della narrazione, superando i limiti della prima pubblicazione, uscita nel 2000. A quasi mezzo secolo dall’uscita dall’istituto, il racconto mantiene una forte attualità nel dibattito sui servizi socio-assistenziali e sui modelli di sostegno alle persone con disabilità.

Autonomia e diritto a vivere nella comunità

La discussione prenderà le mosse dall’articolo 19 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che riconosce il diritto di vivere nella comunità con la stessa libertà di scelta garantita agli altri cittadini. Le Linee guida ONU del 2022 hanno inoltre chiarito che deistituzionalizzare non significa semplicemente trasferire le persone dalle grandi strutture a comunità più piccole.

Anche i contesti ridotti, infatti, possono riprodurre dinamiche di controllo e routine se non viene assicurata una reale autonomia decisionale. Nel libro, Roberto Tarditi richiama il rischio che la logica dell’istituto continui a ripresentarsi ogni volta che le esigenze organizzative dei servizi prevalgono sulla volontà individuale. Il tema è collegato anche agli interventi normativi della riforma sulla disabilità e al nuovo Piano di azione 2026, orientati a rafforzare la personalizzazione dei progetti di vita nei contesti ordinari.

L’appuntamento sarà introdotto da Paola Bombaci, presidente dell’Associazione AMA Asti. Interverranno Samuele Pigoni, segretario generale della Fondazione Time2 e co-curatore dell’opera, e Domenico Massano, pedagogista, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale e responsabile delle campagne di Amnesty International per il Piemonte e la Valle d’Aosta.

L’incontro punta a promuovere una cultura dell’inclusione capace di superare una visione assistenziale della disabilità basata sul deficit, valorizzando la neurodiversità e la piena cittadinanza. Per informazioni è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo segreteria@ama-asti.com.mx.