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Virus Shamonda, primo contagio umano in Francia: paziente morto

Parigi esclude minacce collettive; l’agente appartiene al sierogruppo Simbu ed è veicolato da piccoli insetti pungitori

Virus Shamonda, primo contagio umano in Francia: paziente morto

Il virus Shamonda è stato rilevato per la prima volta in un essere umano. Il caso è stato segnalato in Francia e riguarda un paziente immunodepresso, deceduto dopo avere sviluppato complicazioni cerebrali. Secondo gli accertamenti riferiti alle autorità francesi, tali complicazioni sarebbero con ogni probabilità riconducibili all’infezione.

Il primo caso nell’uomo

Finora Shamonda era stato documentato soltanto negli animali, in particolare nei bovini. La rilevazione francese rappresenta quindi il primo contagio umano noto associato a questo agente infettivo. Le informazioni disponibili non indicano, allo stato attuale, l’esistenza di una diffusione nella popolazione né di ulteriori casi umani.

Le autorità di Parigi hanno comunque precisato che, sulla base delle conoscenze attuali, non è stato individuato alcun rischio sanitario per la popolazione generale. Il decesso riguarda un soggetto immunodepresso e il collegamento tra l’infezione e le complicazioni neurologiche è indicato dagli accertamenti come altamente probabile, ma resta riferito al caso specifico.

La presenza in Europa

Shamonda è un ortobunyavirus appartenente al sierogruppo Simbu. Viene trasmesso da insetti ematofagi, soprattutto dai culicoidi, piccoli moscerini pungitori. Il virus era stato individuato per la prima volta in Nigeria a metà degli anni Sessanta e, in seguito, era stato segnalato sporadicamente anche in Africa, Australia e Giappone.

Durante l’estate scorsa l’agente è stato rilevato per la prima volta in diversi Paesi dell’Europa centro-occidentale: Germania, Francia, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Liechtenstein e Austria. A settembre alcuni casi erano emersi anche in allevamenti di mucche da latte nelle province italiane di Trento e Bolzano. Fino alla segnalazione francese, tuttavia, non era mai stata documentata un’infezione nell’uomo.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Ecdc, ha fatto sapere di essere in contatto con le autorità francesi e con i partner europei. L’obiettivo è esaminare le potenziali implicazioni per la salute pubblica legate a questo primo caso umano, mantenendo il monitoraggio sull’evoluzione della presenza del virus negli allevamenti e sul possibile impatto sanitario.