Un cittadino di Cuneo, ex lavoratore oggi in pensione, si è presentato spontaneamente negli uffici giudiziari di piazza Galimberti per offrire il proprio aiuto gratuito. Il gesto è arrivato dopo l’appello lanciato dal presidente del Tribunale, Mario Amato, che ha segnalato le gravi difficoltà legate alla mancanza di personale amministrativo.
La disponibilità del pensionato si inserisce in un quadro di crescente sofferenza organizzativa. Il presidente ha chiesto a Provincia, Comune e Camera di Commercio di Cuneo di valutare il distacco temporaneo, previa autorizzazione del Ministero, di sette-otto dipendenti da destinare agli uffici più in difficoltà. Gli enti locali dovranno comunicare la propria decisione entro il 30 ottobre.
La scopertura dell’organico
Secondo i dati forniti da Amato, il problema riguarda i servizi e non la capacità degli uffici giudiziari di definire i procedimenti. La pianta organica dei magistrati viene descritta come efficiente, mentre quella amministrativa registra una scopertura del 39%: sono in servizio 61 persone, ma ne servirebbero altre 39. Il numero effettivo dei presenti è inoltre ridotto dalle assenze per malattia, dai distacchi sindacali e dai permessi previsti dalla legge 104. Per evitare il blocco delle attività, il presidente ha spiegato di aver dovuto sospendere le ferie.
Tra le figure più difficili da reperire c’è l’impiegato d’udienza, impegnato nella preparazione, nella celebrazione e nelle attività successive alle udienze. L’ultimo concorso non ha portato nuovi ingressi dal primo ottobre. A rendere poco attrattiva la sede, secondo il presidente, contribuiscono il costo della vita nella provincia, gli stipendi considerati insufficienti e l’elevato carico di lavoro. Una situazione analoga, ha aggiunto, si registra in molte aree del Centro-Nord.
Gli uffici più esposti
Anche la stabilizzazione di luglio degli addetti all’ufficio per il processo non avrebbe risolto la situazione. Tra i vincitori, tre starebbero valutando le dimissioni e una dipendente ha già lasciato l’incarico. Restano inoltre senza esito, al momento, le attese per un nuovo concorso e per lo scorrimento delle graduatorie.
In assenza di rinforzi, Amato dovrà decidere quali attività sospendere temporaneamente dopo un confronto con i presidenti di sezione, la Procura e l’Ordine degli avvocati. I settori indicati come più in sofferenza sono il civile, l’ufficio Gip-Gup e la volontaria giurisdizione, che risulta completamente paralizzata. Difficoltà vengono segnalate anche per il gratuito patrocinio: per far ripartire l’ufficio è stato chiesto all’Ordine degli avvocati, presieduto da Alessandro Ferrero, di valutare il distacco di due dipendenti.
Il quadro risulta particolarmente delicato perché i tempi di definizione dei procedimenti restano contenuti. Per il 2026, i dati citati dal presidente indicano 279 giorni per la conclusione del contenzioso civile, con un miglioramento del 27% rispetto al 2019, pari a 109 giorni in meno. Nel settore penale la definizione richiede meno di otto mesi, cioè 231 giorni. L’efficienza raggiunta rischia però di essere compromessa dalla mancanza di addetti, mentre si attende una risposta concreta degli enti locali alla richiesta del Tribunale.