Si è chiuso con un patteggiamento il procedimento a carico dell’educatrice polacca di 26 anni accusata di omicidio colposo per la morte di un 13enne, avvenuta durante una vacanza sulla Riviera romagnola.
La pena concordata è di sei mesi di reclusione, con sospensione condizionale. L’esito del procedimento è stato riferito dall’avvocato Jakub Nowacki, che assiste la donna.
Il bagno con la bandiera rossa
Secondo l’accusa, l’educatrice aveva il compito di sorvegliare un gruppo di adolescenti in vacanza a Rimini. Ai ragazzi sarebbe stato consentito di entrare in acqua nella zona di Miramare, nonostante fosse esposta la bandiera rossa e il mare fosse agitato.
La contestazione riguarda il mancato rispetto delle regole di sicurezza legate alle condizioni del mare. Il ragazzino era stato trovato in acqua poco prima delle 12.45, dopo che gli accompagnatori si erano accorti della sua scomparsa e avevano avviato le ricerche.
Le ricerche e i soccorsi
Una volta individuato il 13enne, erano stati effettuati i tentativi di rianimazione. Gli interventi, però, si erano rivelati inutili. Il decesso risale al 22 agosto 2024, giornata nella quale il gruppo si trovava a Rimini per il soggiorno estivo.
Con l’accordo sulla pena e la sua sospensione condizionale, il procedimento a carico della donna è arrivato alla conclusione. L’accusa contestata era legata alla responsabilità nella sorveglianza degli adolescenti e alla decisione di consentire il bagno in presenza di condizioni considerate pericolose.