All’ospedale Mater Salutis di Legnago è stato rimosso un calcolo biliare di dimensioni eccezionali che ostruiva il dotto biliare di un paziente. L’intervento è stato eseguito senza ricorrere alla chirurgia tradizionale, utilizzando una procedura endoscopica basata sulla litotrissia elettroidraulica.
Il paziente era ricoverato per una grave infiammazione delle vie biliari, la colangite. La presenza del calcolo impediva il normale deflusso della bile e rendeva necessario intervenire per liberare il dotto. L’équipe di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva, diretta da Luca Benazzato, ha raggiunto la massa con un colangioscopio, uno strumento che consente di osservare direttamente l’interno delle vie biliari.
La procedura endoscopica
Una volta individuato il calcolo, i medici lo hanno frammentato attraverso la litotrissia elettroidraulica, una tecnica che utilizza onde d’urto per polverizzare la massa. I frammenti sono stati quindi estratti, consentendo di ripristinare il passaggio della bile. Secondo quanto riferito dall’ospedale, in passato calcoli di queste dimensioni e collocati in quella posizione avrebbero potuto richiedere un intervento chirurgico a cielo aperto oppure il trasferimento in un centro di terzo livello.
La procedura è stata eseguita per la prima volta al Mater Salutis di Legnago per il trattamento di un quadro clinico particolarmente complesso. L’introduzione della metodica nell’Ulss 9 amplia le possibilità di trattamento delle patologie bilio-pancreatiche e permette di intervenire senza incisioni chirurgiche, con una procedura mirata direttamente all’interno dei dotti.
Una nuova possibilità terapeutica
Tra i possibili vantaggi indicati per questo approccio ci sono la minore invasività, la precisione garantita dalla visione diretta e una riduzione dei tempi di degenza e convalescenza. La valutazione sull’esito clinico e sul recupero del paziente resta legata al quadro individuale e al decorso successivo all’intervento.
Benazzato ha sottolineato la soddisfazione dell’équipe per aver potuto offrire questa opzione terapeutica ai cittadini del territorio. Il risultato, ha spiegato, è legato all’impiego di strumentazione dedicata e alla preparazione del personale medico e infermieristico, nell’ambito dello sviluppo delle competenze dell’Ulss 9.