Arezzo (AR)

Arezzo saluta Beppe Angiolini, l’addio allo stilista di Sugar

Rose candide, ricordi familiari e presenze del mondo della moda hanno accompagnato il rito nella cattedrale cittadina.

Arezzo saluta Beppe Angiolini, l’addio allo stilista di Sugar

La Cattedrale di Arezzo ha accolto una folla commossa per i funerali di Beppe Angiolini, imprenditore e protagonista della moda italiana. Familiari, amici, colleghi, rappresentanti delle istituzioni e cittadini si sono riuniti per l’ultimo saluto all’uomo che aveva legato il proprio nome a Sugar e che aveva portato il nome della città nel mondo.

A leggere il ricordo più intimo è stato il fratello Alessandro, che ha riportato le parole pronunciate da Beppe poche ore prima della morte: «Sto cercando di organizzarmi per una nuova forma di vita». Una frase diventata, nel corso della cerimonia, una sorta di testamento morale e il simbolo della sua capacità di affrontare l’esistenza cercandone sempre un significato.

Il ricordo del fratello

Alessandro ha ripercorso alcuni episodi della vita del fratello, a partire dal cappotto grigio, lungo fino ai piedi, che Beppe indossava quando aveva tredici anni. Un abbigliamento allora giudicato eccentrico e commentato dagli adulti, ma che il giovane Angiolini continuò a portare seguendo la propria strada. Quella stessa determinazione lo avrebbe condotto, negli anni, a costruire una carriera nel settore della moda.

Il fratello ha ricordato anche l’acquisto dei primi abiti nelle boutique di Firenze, pagati con gli stipendi guadagnati come impiegato, e poi la decisione di trasformare in realtà il sogno imprenditoriale. Dal negozio aperto all’inizio degli anni Ottanta lungo il Corso, l’attività sarebbe diventata Sugar, punto di riferimento per la moda e parte integrante dell’identità cittadina.

La cerimonia in Cattedrale

Il rito è stato celebrato dal vescovo Andrea Migliavacca insieme a don Alvaro, parroco della Pieve alla quale Angiolini era particolarmente legato. Nell’omelia, il vescovo ha ricordato la capacità dell’imprenditore di riconoscere la bellezza nelle opere del Creato e di intuire i talenti nelle persone, valorizzandoli con una sensibilità considerata unica. Migliavacca ha rievocato anche gli incontri con Angiolini nel centro storico, tra conversazioni e momenti conviviali.

Tra i ricordi citati durante la celebrazione c’è stato il viaggio a Roma con la delegazione di Rondine guidata dal presidente Vaccari, in occasione dell’incontro con Papa Francesco. In quella circostanza Beppe Angiolini aveva donato al Pontefice la maglietta della pace realizzata per la Cittadella. Il vescovo ha definito quell’esperienza uno dei ricordi più cari legati all’imprenditore.

La bara era circondata da un tappeto di rose bianche, presenti anche sul cuscino funebre e nei mazzi deposti da familiari, amici e cittadini. Tra le corone spiccavano quelle delle Maison Givenchy e Giorgio Armani. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, lo stilista Ermanno Scervino, gli artisti e personaggi dello spettacolo Jo Squillo, Paola Barale e Pupo, oltre a esponenti del mondo istituzionale.

In Cattedrale erano presenti il sindaco Marcello Comanducci, il presidente di Leonardo Francesco Macrì e gli ex sindaci Alessandro Ghinelli e Beppe Fanfani. Hanno partecipato anche commercianti e colleghi della parte alta del Corso, dove diverse attività hanno abbassato le saracinesche e spento le luci in segno di lutto.

Il saluto della città si è concluso con un lungo applauso al feretro, prima della partenza verso il cimitero di Staggiano. Accanto alla famiglia c’era anche la comunità di Sugar, rappresentata dai ragazzi che Angiolini aveva seguito e valorizzato nel quartier generale di Palazzo Lambardi. Persone note e cittadini comuni si sono raccolti insieme per accompagnarlo nell’ultimo viaggio.