Proseguono a Reggio Emilia gli accertamenti sulla rapina alla gioielleria Stroili Oro del centro commerciale I Petali. Gli agenti della Squadra Mobile della questura stanno esaminando più volte le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza e stanno verificando le testimonianze raccolte tra i commessi del negozio e le persone presenti nella struttura.
Il colpo è avvenuto lunedì 12 ottobre, intorno alle 19.30. Secondo i racconti forniti agli investigatori, nel punto vendita sono entrati almeno quattro uomini con il volto coperto. I banditi sarebbero stati armati con mitra, indicati da alcuni testimoni come kalashnikov. L’azione si è svolta in poche decine di secondi, in un momento in cui il centro commerciale era ancora frequentato, anche per la presenza delle aree di ristorazione.
Il bottino e i dubbi degli investigatori
Nonostante il livello di minaccia e il dispiegamento di uomini e armi, il bottino sarebbe stato esiguo. La cassaforte della gioielleria, infatti, risultava praticamente vuota. Questo elemento ha aperto diversi interrogativi sul raid: resta da capire perché sia stato scelto un obiettivo di questo tipo e perché i responsabili abbiano deciso di agire in un luogo affollato, esponendosi alla presenza di numerosi testimoni.
Gli investigatori stanno cercando di comprendere anche se gli autori siano realmente professionisti. La dinamica, la scelta dell’orario e il risultato dell’assalto non sembrano offrire, al momento, risposte definitive. Le immagini e le testimonianze vengono quindi confrontate per ricostruire con maggiore precisione le fasi dell’irruzione e i movimenti dei responsabili.
Da chiarire il tipo di armi
Un ulteriore punto da verificare riguarda le armi utilizzate. Alcuni presenti hanno parlato di kalashnikov, ma dalle registrazioni disponibili non sarebbe possibile stabilire con certezza né il modello né se si trattasse di armi vere. L’elemento, riferito dai testimoni, resta dunque al vaglio degli inquirenti.
Le analisi della videosorveglianza e l’esame delle dichiarazioni proseguiranno per dare un’identità ai componenti del commando e chiarire le circostanze del colpo. Al momento restano ancora senza risposta diversi interrogativi sulla preparazione dell’azione, sul suo obiettivo e sull’effettiva disponibilità di armi da parte dei rapinatori.