La discussione sul percorso nascita dell’ospedale di Asiago si è riaccesa dopo la segnalazione di una mamma dell’Altopiano, rammaricata per essere stata indirizzata verso un altro presidio per la nascita del secondo figlio. A rispondere è stato Giovanni Carretta, direttore generale dell’ULSS 7 Pedemontana, con una lettera dedicata ai criteri che regolano l’accoglienza dei parti nella struttura altopianese.
Carretta ha precisato di non voler entrare nel merito del caso specifico, ma ha spiegato che il punto nascita di Asiago è mantenuto attivo grazie a una deroga ministeriale e regionale. La decisione tiene conto delle caratteristiche orografiche del territorio e delle difficoltà di collegamento con gli ospedali limitrofi. Mentre altri punti nascita del Veneto sono oggetto di valutazione, quello di Asiago non è stato messo in discussione.
Organizzazione e criteri clinici
Secondo il direttore generale, negli ultimi mesi l’azienda sanitaria ha rivisto le procedure interne e potenziato alcuni aspetti organizzativi. Tra le misure indicate c’è la reperibilità dei pediatri 24 ore su 24, accanto alla presenza delle altre figure professionali coinvolte nell’assistenza al parto. È stato inoltre avviato un programma di rotazione delle ostetriche tra gli ospedali di Asiago, Bassano e Santorso, con l’obiettivo di mantenere adeguati livelli di esperienza professionale.
La selezione dei parti eseguibili ad Asiago, ha sottolineato Carretta, avviene sulla base di criteri clinici definiti dagli specialisti. La finalità principale è tutelare la salute della madre e del neonato, considerando che anche un evento naturale come il parto può presentare complicanze. Per questo, la scelta della sede può cambiare quando le condizioni cliniche rendono necessario rivolgersi a un altro ospedale dell’azienda.
Numeri e futuro del punto nascita
La sicurezza del percorso, nella valutazione dell’ULSS 7, non dipende soltanto dal numero complessivo dei parti, ma dalla capacità di gestire situazioni cliniche differenti secondo linee guida e procedure condivise. L’azienda ritiene quindi rischioso puntare esclusivamente ad aumentare la casistica, accettando anche casi che la letteratura medica considera potenzialmente più complessi.
Negli ultimi anni, nelle famiglie dell’Altopiano, sono nati circa 100 bambini ogni anno. Di questi, circa la metà è venuta alla luce negli ospedali di Bassano e Santorso, mentre ad Asiago si sono registrati mediamente una cinquantina di parti. Il calo delle nascite rende, secondo il direttore generale, irrealistico puntare al raggiungimento della soglia di 500 parti annui prevista per i punti nascita in condizioni ordinarie.
La lettera si conclude con un ringraziamento alle donne dell’Altopiano per l’attaccamento dimostrato alla struttura e con un appello alla comprensione rispetto agli invii verso altri presidi. Per Carretta, il futuro del punto nascita di Asiago dipenderà dalla possibilità di garantire l’assistenza in condizioni di sicurezza, senza inseguire soltanto gli obiettivi numerici.