Internazionale

Trump congela le sanzioni contro Mosca, protesta Zelensky

Il provvedimento sospende l’applicazione del Graham Act e divide democratici e repubblicani, mentre Kyiv teme nuovi attacchi.

Donald Trump ha deciso di sospendere le sanzioni contro la Russia previste dal Graham Act, la legge approvata con ampie maggioranze bipartisan dal Congresso degli Stati Uniti. Il presidente americano ha firmato un ordine esecutivo che esenta Mosca dall’applicazione delle misure, la cui entrata in vigore era fissata per oggi, motivando la scelta con la tutela degli interessi nazionali statunitensi.

Il provvedimento ha provocato reazioni critiche sia tra i democratici sia tra alcuni esponenti repubblicani. La decisione arriva a due settimane dalle elezioni di midterm e riapre il confronto politico sulla strategia dell’amministrazione nei confronti della guerra in Ucraina e dei rapporti con il Cremlino. Per gli oppositori, il congelamento delle sanzioni rappresenta un cedimento nei confronti di Vladimir Putin e indebolisce la pressione internazionale sulla Russia.

Le proteste dal Congresso

Tra i primi a intervenire è stata la senatrice democratica Elizabeth Warren, secondo cui Trump si sarebbe fatto beffe delle indicazioni del Congresso volte ad aumentare la pressione sul Cremlino. Il deputato Don Beyer ha parlato di un tradimento degli alleati ucraini e ha invitato il Congresso a reagire contro quella che ha definito una capitolazione davanti al leader russo.

Le contestazioni sono arrivate anche dal Partito repubblicano. Il deputato Don Bacon ha sostenuto che la scelta del presidente rischia di prolungare la guerra invece di favorirne la conclusione. Il senatore repubblicano Thom Tillis ha definito irresponsabile la sospensione di una legge approvata al Senato con 86 voti favorevoli e 11 contrari. Il senatore John Cornyn ha inoltre richiamato la figura di Lindsey Graham, il cui nome è legato al provvedimento.

Il Graham Act era stato approvato dal Senato il 7 agosto e dalla Camera il 16 settembre, per poi essere firmato da Trump il 18 settembre. La legge prevede sanzioni contro funzionari russi, oligarchi, istituzioni finanziarie e contro la cosiddetta flotta fantasma utilizzata da Mosca per aggirare le misure già esistenti. Erano inoltre previsti dazi del 100% sui principali importatori di petrolio e gas naturale russi e dazi del 500% sulle importazioni dalla Russia.

La reazione di Kyiv

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha contestato la decisione in un messaggio pubblicato sui social. Secondo Zelensky, la sospensione delle sanzioni incoraggia Putin a proseguire l’offensiva e consente alla Russia di sottrarsi alle conseguenze economiche della guerra. Il leader ucraino ha collegato la scelta americana anche ai recenti attacchi russi contro il settore energetico del Paese.

Zelensky ha affermato che Mosca starebbe cercando di provocare un blackout in Ucraina prima dell’inverno, lasciando milioni di persone senza elettricità e riscaldamento. Per il presidente ucraino, servono nuove pressioni sull’aggressore e non concessioni che possano offrire ulteriori risorse finanziarie o politiche al Cremlino. Nel suo intervento ha comunque sottolineato il sostegno garantito dai partner europei, che hanno già predisposto nuovi pacchetti di aiuti per l’Ucraina.