Internazionale

Juventus, Spalletti carica i suoi: “Serve determinazione”

Luciano Spalletti presenta la sfida con la Lazio, parla di formazione e recuperi e respinge le critiche dopo il pari di Cagliari.

Juventus, Spalletti carica i suoi: “Serve determinazione”

La Juventus vuole trasformare il risultato europeo in un nuovo punto di partenza anche in campionato. Dopo il pareggio di Cagliari, i bianconeri sono chiamati a una prova di carattere contro la Lazio, capolista e avanti di cinque punti in classifica. Luciano Spalletti sa che la sfida richiederà attenzione e lucidità, soprattutto contro una squadra che sta attraversando un ottimo momento. Alla vigilia, l’allenatore ha riconosciuto i meriti del lavoro svolto da Gennaro Gattuso, sottolineando la qualità dei biancocelesti.

“Va sottolineato il lavoro di Gattuso, è quello che è stato più bravo tra di noi in questo momento: con lui mettiamo Alvini e Pisacane. La Lazio è una squadra riconoscibile con tante individualità come Frattesi, che è dirompente”.

Il poco tempo a disposizione per preparare la gara rappresenta una delle principali difficoltà per la Juventus. Il rientro dalla trasferta europea è avvenuto nelle prime ore del mattino e lo staff ha dovuto concentrare il lavoro sulla gestione delle energie e sull’analisi tattica, senza poter svolgere allenamenti particolarmente intensi. Spalletti ha spiegato quanto sia importante valutare attentamente le condizioni dei singoli prima di scegliere l’undici iniziale.

“Il recupero è partito alle 4.30 del mattino. Il giorno dopo abbiamo fatto solo una ricognizione perché c’è chi non dorme in aereo. Dal punto di vista fisico non abbiamo fatto niente né ieri né oggi. Si elencano le cose che devono avere presenti e immaginarsi. La partita non inizia quando fischia l’arbitro. Quello che diventa differente è che voi non avete idea di come si recupera”.

Una gestione che potrebbe influenzare anche le scelte tra i titolari. “A volte non gioca il migliore, ma il più fresco”, ha sintetizzato il tecnico, ribadendo come il rendimento fisico possa diventare determinante in una fase della stagione caratterizzata da tanti impegni ravvicinati.

Spalletti seguirà inoltre la partita dalla tribuna, a causa della squalifica rimediata dopo il confronto con Pisacane. L’allenatore ha ricostruito l’episodio, spiegando di non aver cercato lo scontro e confermando la fiducia nel proprio staff, con particolare riferimento al vice Domenichini. Durante la gara potrebbe comunque mantenere un contatto telefonico con i collaboratori per seguire da vicino l’andamento della squadra.

Uno dei temi più attesi riguarda la possibilità di schierare contemporaneamente Woltemade e Kolo Muani. Spalletti non ha sciolto le riserve, spiegando che la decisione dipenderà anche dall’andamento della partita e dalle alternative disponibili per cambiare volto alla squadra durante il secondo tempo.

“Questo è il dilemma, ce ne sono anche altri che valuteremo in queste ore. Tentando di ragionare nello scorrimento della partita. Non esistono titolari e riserve. È un modo limitato di ragionare, bisogna allargare i titolari. Woltemade a Cagliari è rimasto sorpreso, a Vigo l’ha messa dentro., Bispgna essere pronti quando il destino ti bussa alla porta e premia i più determinati. Però ci devo pensare bene a chi far giocare perché se io faccio giocare tutti e due avrò meno impatto di poter cambiare qualche cosa perché quelli che possono avere questa forza sono Kolo, Woltemade e Nico e poi bisogna andare a riprendere Gatti. Per cui è un ragionamento da fare in profondità”.

Il tecnico ha poi parlato delle condizioni di Boga, che potrebbe garantire circa mezz’ora di gioco, e delle possibilità di Zhegrova, apprezzato per la sua imprevedibilità. Il suo eventuale impiego dall’inizio andrebbe però valutato anche in relazione agli equilibri difensivi, soprattutto quando la Lazio spinge sulle corsie esterne. Spazio anche a Sarr, descritto come un centrocampista completo, capace di abbinare regia, inserimenti e recupero del pallone, caratteristiche preziose in assenza di Thuram.

Spalletti ha difeso il gruppo dalle valutazioni negative seguite al pareggio di Cagliari, sostenendo che la prestazione abbia mostrato segnali incoraggianti. Secondo l’allenatore, il lavoro svolto in settimana e la disponibilità dei giocatori rappresentano basi solide da cui ripartire, anche se i risultati non sempre restituiscono quanto prodotto sul campo.

Il tecnico ha infine chiarito le parole pronunciate dopo l’ultima gara sul proprio futuro, escludendo l’ipotesi di un addio imminente al calcio. “Io non smetto dopo la Juventus, e non smetto neanche dopo la squadra che verrà dopo la Juventus. E poi c’è sempre il ‘Califfo’ (riferimento a Franco Califano, ndr), ‘non escludo il ritorno’”.

La priorità, adesso, resta la sfida con la Lazio: per riavvicinarsi alla vetta, la Juventus dovrà dimostrare di saper trasformare le buone prestazioni in risultati concreti.