Genova (GE)

Genova, corteo studentesco: Lega denuncia gesti contro Meloni

I consiglieri regionali contestano anche gli slogan su Tito e chiedono una presa di posizione a Pd e sindaca Salis.

È polemica politica dopo il corteo studentesco di Genova. I consiglieri regionali della Lega Sara Foscolo, Sandro Garibaldi e Armando Biasi hanno contestato alcuni gesti e slogan attribuiti a una parte dei partecipanti alla manifestazione, sostenendo che durante la mattinata siano state esposte immagini della premier Giorgia Meloni e del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara rappresentati a testa in giù.

Secondo i tre esponenti del Carroccio, nel corso dell’iniziativa sarebbero stati pronunciati anche slogan favorevoli a Tito, indicato nella loro dichiarazione come responsabile delle violenze e delle uccisioni degli italiani in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia. I consiglieri hanno inoltre criticato la presenza di bandiere a sostegno della Palestina, interpretando il confronto tra i diversi riferimenti storici e politici come un esempio di doppio standard.

La contestazione della Lega

In una nota, Foscolo, Garibaldi e Biasi hanno definito quanto accaduto una manifestazione di odio e violenza, affermando che il diritto a scendere in piazza non possa comprendere gesti o parole che oltrepassino i limiti della protesta. La Lega ha parlato di comportamenti pericolosi e diseducativi e ha espresso solidarietà alla presidente del Consiglio e al ministro Valditara.

La presa di posizione dei consiglieri regionali si è rivolta anche al Partito democratico e alla sindaca di Genova Silvia Salis. La domanda posta nella dichiarazione riguarda l’assenza, a loro giudizio, di una condanna pubblica da parte del Pd e della prima cittadina nei confronti degli episodi denunciati. La Lega ha accusato gli avversari politici di usare due pesi e due misure nel valutare le manifestazioni e gli atti di protesta.

Il confronto politico

La nota si inserisce nel dibattito seguito al corteo e non riporta, nel testo diffuso, una ricostruzione delle autorità sui fatti contestati né eventuali provvedimenti adottati. Le espressioni relative agli atti di violenza, agli slogan e alle immagini rivolte contro Meloni e Valditara sono quindi contenute nella denuncia politica dei consiglieri regionali leghisti.

La vicenda ha alimentato il confronto tra le forze politiche liguri sul confine tra libertà di manifestazione e comportamenti considerati offensivi o violenti. Nel materiale diffuso sono richiamate anche altre prese di posizione sul corteo, ma il testo principale riporta esclusivamente le valutazioni espresse dai rappresentanti della Lega.