Si è svolta a Trieste, nel Salone di rappresentanza della Regione Friuli-Venezia Giulia in piazza dell’Unità d’Italia, la cerimonia di premiazione del Premio nazionale di architettura IN/ARCH 2026, promosso dall’Istituto Nazionale di Architettura e dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili. Tra gli interventi riconosciuti figura anche quello realizzato a Longarone, in provincia di Belluno.
Nella sezione dedicata alle opere realizzate in Veneto, la giuria ha assegnato all’unanimità una menzione speciale al progetto di recupero dell’ex distretto sanitario di proprietà dell’Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. L’edificio è stato trasformato nella nuova sede della stazione dei Carabinieri del Parco, con uffici, foresteria per il personale, alloggio del comandante e uno spazio informativo aperto alle attività dell’ente.
Il recupero dell’edificio
Il progetto è stato sviluppato dagli architetti Alessandro Sacchet e Andrea Simon dello studio Mimeus, con la collaborazione dell’ingegnere Marco Redolfi per le strutture e dell’ingegnere Rocco Reolon per gli impianti. Il gruppo di lavoro ha analizzato le caratteristiche dell’immobile e le esigenze espresse dal committente, scegliendo di conservare l’impostazione architettonica originaria e i principali elementi identitari del fabbricato.
I lavori, eseguiti tra il 2024 e il 2025 dall’Impresa Olivotto, hanno riguardato l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico. L’intervento ha portato l’edificio al requisito di struttura a energia quasi zero, anche attraverso la coibentazione dell’involucro edilizio. L’isolamento è stato realizzato all’interno, così da preservare il rivestimento continuo in mattoni pieni di laterizio faccia a vista e i rapporti dimensionali delle facciate esterne.
Spazi pubblici e ambienti di servizio
Le nuove unità destinate alle funzioni accessibili al pubblico, gli uffici della stazione dei Carabinieri e lo spazio informativo dell’Ente Parco si affacciano su via Polla. Gli alloggi del personale, invece, guardano verso l’area verde di pertinenza. Nella foresteria è stato inoltre ricavato un patio interno, pensato per migliorare l’illuminazione naturale degli ambienti abitativi e la qualità delle relazioni tra gli spazi comuni.
Nelle motivazioni della menzione, la giuria ha sottolineato la capacità del progetto di lavorare sulla geometria dell’edificio e sul rapporto tra pieni e vuoti, alleggerendo il volume con asimmetrie misurate. È stato inoltre evidenziato come il nuovo layout interno abbia modificato la distribuzione degli ambienti senza alterare l’identità dell’immobile. Per i commissari, la qualità dell’intervento contemporaneo risiede soprattutto nella capacità di riconoscere e conservare gli elementi di valore del fabbricato esistente.