Il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux celebra i duecento anni dalla nascita di Carlo Lorenzini, conosciuto con lo pseudonimo di Collodi, con l’esposizione C’era una volta… Un Re! Carlo Lorenzini detto Collodi tra satira, giornalismo e letteratura per l’infanzia. L’iniziativa è ospitata dall’Archivio Contemporaneo Alessandro Bonsanti, a Palazzo Corsini Suarez, in via Maggio 42, a Firenze, dal 15 ottobre al 15 giugno 2027.
Curata da Elisa Martini e Benedetta Gallerini, la rassegna è realizzata dal Vieusseux in collaborazione con il Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Carlo Collodi, la Fondazione Collodi e la Società Dante Alighieri. Il percorso intende raccontare Lorenzini non soltanto come l’autore delle Avventure di Pinocchio, ma anche come giornalista satirico, scrittore e osservatore della società e della politica dell’Italia dell’Ottocento.
Dai giornali alla nascita di Pinocchio
Documenti originali, prime edizioni, giornali d’epoca, volumi rari e opere d’arte ricostruiscono il rapporto tra Collodi e la Firenze del suo tempo. Tra i materiali esposti figura la firma autografa di Lorenzini sul Libro dei Soci del Gabinetto Vieusseux, datata 30 giugno 1865, quando la città era appena diventata capitale del Regno d’Italia. In quegli anni l’autore frequentava l’istituzione, luogo di incontro e confronto per gli esponenti della vita culturale e politica, e collaborava con testate come Il Lampione, lo Scaramuccia e il Fanfulla.
La mostra mette in evidenza il legame tra gli articoli di Collodi e i personaggi delle successive avventure del burattino. La prima edizione delle Avventure di Pinocchio, pubblicata a Firenze dall’editore Paggi nel 1883, arriva in prestito dalla biblioteca della scuola media Cavalcanti di Sesto Fiorentino. Accanto al volume viene presentato il Giornale per i bambini del 1881, sulle cui pagine la storia apparve per la prima volta il 7 luglio di quell’anno, prima della pubblicazione a puntate e della raccolta in volume.
Libri salvati e fortuna artistica
Un nucleo del percorso è dedicato anche alla storia dei libri colpiti dall’alluvione del 1966 e alle attività di recupero del patrimonio del Vieusseux. Tra i volumi esposti c’è la prima edizione inglese di Pinocchio del 1892, sopravvissuta alla piena, insieme ai Racconti delle fate di Charles Perrault tradotti da Lorenzini, ancora segnati dall’acqua ma restituiti alla consultazione dopo il restauro.
La fortuna del personaggio è documentata inoltre attraverso le opere di Vinicio Berti, tra litografie, dipinti e materiali realizzati per un’edizione del 1981, e con una scultura in ferro di Venturino Venturi. Un’ultima sezione ricostruisce il fenomeno delle cosiddette Pinocchiate, nuove avventure e continuazioni pubblicate tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Il Vieusseux annuncia la ripubblicazione, in copie anastatiche, di tre titoli: Il segreto di Pinocchio, Il cugino di Pinocchio e Pinocchio in Affrica. La visita è possibile il giovedì pomeriggio alle 15, con prenotazione obbligatoria.