Petritoli (FM)

Sequestrata una tonnellata di cannabis nel Fermano

Rinvenuti migliaia d’esemplari durante l’accesso in un deposito; il titolare è stato deferito alla magistratura.

Una tonnellata di canapa è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza a Petritoli, nel Fermano. Il materiale, ricavato da un’estesa piantagione individuata in precedenza su un terreno situato in un Comune limitrofo, era nella disponibilità di una società agricola.

L’operazione è stata condotta dai militari del Comando provinciale di Fermo nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto dei traffici illeciti. Sulla base degli elementi raccolti durante gli accertamenti, le Fiamme Gialle del Nucleo mobile del Gruppo Fermo, con il supporto delle unità cinofile antidroga, hanno eseguito un accesso in un capannone utilizzato per la lavorazione della canapa.

Il materiale trovato nel capannone

All’interno della struttura sono state trovate migliaia di piante in fase di essiccazione, oltre a cassoni e bidoni contenenti cime e infiorescenze. I finanzieri hanno inoltre rinvenuto sacchi con foglie e scarti di lavorazione, macchinari separatori e trituratori, un impianto per l’umidificazione e la ventilazione forzata e una bilancia elettrica da banco.

Nel capannone erano presenti il rappresentante legale della società e altre sei persone impegnate nella lavorazione del materiale. Uno dei lavoratori è risultato impiegato completamente in nero. A fronte delle richieste degli investigatori, l’amministratore non avrebbe fornito elementi utili a chiarire la destinazione finale dei prodotti già lavorati e di quelli ancora in fase di lavorazione.

La segnalazione alla Procura

L’intero stabile e la sostanza rinvenuta nelle diverse forme sono stati sottoposti a sequestro. L’imprenditore agricolo è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Fermo per la presunta violazione delle disposizioni sulla coltivazione e sulla filiera agroindustriale della canapa.

Gli accertamenti fanno riferimento alla legge 242 del 2016 e alle modifiche introdotte dal Decreto Sicurezza, che hanno ampliato i divieti sanzionati penalmente dal Testo unico in materia di stupefacenti. La destinazione e gli scopi della coltivazione devono infatti essere documentati e compatibili con la normativa vigente.

La posizione dell’imprenditore resta al vaglio dell’autorità giudiziaria. In base al principio di innocenza, la responsabilità dell’indagato potrà essere accertata in via definitiva solo con un’eventuale sentenza irrevocabile di condanna. L’attività rientra nel dispositivo della Guardia di Finanza contro il traffico di stupefacenti sul territorio provinciale.