La sconfitta europea dell’Inter non può essere spiegata soltanto attraverso qualche episodio sfortunato. Dietro gli errori che hanno indirizzato la partita si nasconde una serie di prestazioni insufficienti che Cristian Chivu dovrà analizzare con attenzione. Josep Martinez, Manuel Akanji, Nicolò Barella e Piotr Zielinski sono finiti sotto la lente d’ingrandimento per motivi differenti, ma il filo conduttore è lo stesso: una squadra che in campionato ha mostrato segnali incoraggianti fatica a ritrovare solidità e brillantezza quando il livello della competizione si alza.
Il caso più delicato riguarda il portiere spagnolo, promosso titolare in estate e ora alle prese con una fase complicata. Dopo alcune incertezze, l’uscita sbagliata che ha spalancato a Tresoldi la strada del gol ha riacceso i dubbi sulla sua affidabilità. Chivu aveva già valutato la possibilità di concedere spazio al secondo portiere, ma adesso la scelta è diventata più difficile. Confermare Martinez significa offrirgli un’altra opportunità per reagire; sostituirlo, invece, rischia di intaccarne ulteriormente la fiducia e di caricare il nuovo titolare di una responsabilità pesante.
L’allenatore vuole prima confrontarsi con lo spagnolo e capire come abbia assorbito l’ennesimo errore. La decisione dovrebbe arrivare in vista della partita di Bologna e, in caso di avvicendamento, il nuovo portiere potrebbe essere confermato anche nel successivo impegno europeo. Non si tratterebbe comunque di una bocciatura definitiva, ma di una scelta legata al momento. Il paradosso è che appena un anno fa l’Inter discuteva il rendimento di Yann Sommer, oggi capace di far rimpiangere la propria esperienza dopo il trasferimento al Bruges. Nel calcio, le gerarchie cambiano rapidamente e chi viene messo in discussione può ritrovarsi, poco dopo, dall’altra parte della barricata.
Anche la situazione di Akanji merita attenzione. Il difensore svizzero non ha ancora ritrovato la brillantezza mostrata nella precedente stagione nerazzurra. Dopo un primo tempo discreto, ha perso progressivamente efficacia nel controllo degli attaccanti avversari, fino a faticare vistosamente nell’azione che ha portato al quarto gol. La stanchezza accumulata con la nazionale può aver inciso: durante la sosta ha disputato quattro partite complete, senza avere la possibilità di recuperare attraverso un lavoro quotidiano ad Appiano Gentile. Chivu aveva scelto di risparmiarlo alla ripresa del campionato, ma in Champions la condizione è apparsa ancora lontana dall’ideale. Recuperarlo diventa una priorità, soprattutto in attesa del ritorno di Stones.
Il rendimento di Barella racconta invece una stagione finora caratterizzata da due facce. In campionato il centrocampista ha offerto prestazioni convincenti, distinguendosi per intensità e capacità di incidere. In Europa, al contrario, è apparso meno lucido e più nervoso, confermando difficoltà già emerse con la Nazionale. L’errore contro il Belgio, che aveva favorito il contropiede di Lukebakio, aveva aperto una fase complicata anche nel rapporto con il commissario tecnico. Dopo le esclusioni contro Turchia e Francia, il ritorno all’Inter non ha prodotto la reazione attesa. Il riposo contro il Parma non è bastato a restituirgli brillantezza e contro il Bruges la sua prestazione è stata tra le più deludenti dell’annata. Anche il malumore per la sostituzione contro il Real Madrid suggerisce che il centrocampista debba ritrovare serenità oltre che condizione.
Infine, c’è Zielinski, protagonista di un avvio di stagione meno convincente rispetto al finale della precedente. Il suo intervento fuori tempo ha favorito la ripartenza di Forbs, costringendo Calhanoglu al fallo da rigore che ha portato al primo svantaggio nerazzurro. Ma limitarsi a quell’episodio sarebbe riduttivo: il polacco ha mostrato difficoltà anche nella gestione del pallone, con imprecisioni e scelte poco efficaci. Dopo aver conquistato gradualmente spazio nella squadra di Chivu, sembrava aver superato le difficoltà del primo anno interista. La partita europea ha invece evidenziato una nuova flessione, forse aggravata dagli impegni con la nazionale.
Nessuno di questi giocatori può essere giudicato sulla base di una sola serata. Il problema nasce quando gli errori diventano ricorrenti e coinvolgono contemporaneamente più reparti. Per Chivu la sfida è interrompere questa tendenza senza compromettere le certezze costruite finora. L’Inter ha le risorse per reagire, ma deve ritrovare in fretta lucidità, condizione e fiducia: in Europa, ogni esitazione rischia di costare molto cara.