Una donna di 74 anni residente a Pesaro è stata raggirata da due uomini che, con una telefonata e una successiva visita a domicilio, sono riusciti a farsi consegnare denaro e gioielli. Il bottino, ancora in corso di quantificazione, ammonterebbe a diverse migliaia di euro.
L’episodio si è verificato martedì, quando la pensionata ha ricevuto una chiamata sul telefono di casa. Un uomo si è presentato come appartenente ai Carabinieri e le ha comunicato che il marito sarebbe stato trattenuto dalle forze dell’ordine perché sospettato di aver partecipato a una rapina ai danni di una gioielleria.
La falsa verifica sui preziosi
La notizia era completamente inventata, ma è stata raccontata con modalità tali da apparire credibile e da provocare forte preoccupazione nella donna. Il falso militare ha quindi sostenuto che fosse necessario effettuare alcune verifiche sui beni preziosi presenti nell’abitazione, spiegando che si trattava di un passaggio indispensabile per dimostrare l’estraneità del marito alla vicenda.
Poco dopo, mentre la 74enne cercava ancora di comprendere quanto stava accadendo, un secondo uomo si è presentato alla sua porta, qualificandosi a sua volta come carabiniere. Convinta di collaborare con le autorità e di poter contribuire a chiarire la posizione del coniuge, la donna gli ha consegnato i gioielli di famiglia e il denaro contante custodito in casa.
Ottenuti i beni, il truffatore si è allontanato rapidamente, facendo perdere le proprie tracce. Solo in seguito, parlando con i familiari, l’anziana ha scoperto che il marito non era coinvolto in alcuna vicenda giudiziaria e che l’intera storia era stata costruita per sottrarle denaro e oggetti di valore.
Le verifiche dei carabinieri
A quel punto è stata presentata una segnalazione ai veri carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per identificare i responsabili. L’ammontare preciso della refurtiva non è ancora stato stabilito, ma il valore complessivo sarebbe nell’ordine di alcune migliaia di euro.
La vicenda ripropone il rischio delle truffe ai danni delle persone anziane, spesso realizzate facendo leva su presunte emergenze familiari e sull’uso abusivo del nome delle forze dell’ordine. I carabinieri e gli altri corpi di polizia non chiedono ai cittadini di consegnare denaro, oro o gioielli per eseguire controlli o risolvere problemi giudiziari.
In caso di telefonate sospette, soprattutto quando vengono prospettati arresti, incidenti o situazioni di pericolo riguardanti familiari, è consigliabile interrompere la conversazione e verificare autonomamente quanto riferito. Prima di aprire la porta a sconosciuti o consegnare beni di valore, occorre contattare il 112 e chiedere conferma alle autorità.