Internazionale

Gaza, ospedali a rischio dopo la ripresa dei raid

Medicinali scarsi, accesso ai convogli ostacolato e quattro vittime palestinesi nelle ultime ore.

Gerusalemme, 15 ottobre 2026 – La situazione nella Striscia di Gaza continua a peggiorare. La carenza di medicinali e di presidi medici essenziali mette a rischio la continuità operativa delle strutture sanitarie ancora attive, già sottoposte a forti pressioni.

A rendere più difficile l’assistenza alla popolazione sono anche gli ostacoli persistenti all’ingresso degli aiuti umanitari. Il rifornimento dei convogli sanitari procede con difficoltà, mentre le strutture mediche devono far fronte alle necessità di una popolazione descritta come esausta.

Nuova escalation nella Striscia

Nelle scorse ore si è registrata una nuova ondata di violenze. I bombardamenti israeliani hanno provocato la morte di almeno quattro civili palestinesi, secondo quanto riportato nel quadro degli ultimi sviluppi sul terreno.

La ripresa degli attacchi arriva a pochi giorni dall’anniversario del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti. La coincidenza contribuisce ad alimentare la delicatezza del quadro politico e umanitario nella regione, già segnato dalla difficoltà di garantire rifornimenti e assistenza.

Il bilancio fornito dall’esercito israeliano

Nel frattempo, le forze armate israeliane hanno dichiarato di avere eliminato oltre 100 miliziani nell’arco degli ultimi quattro mesi di operazioni nell’enclave. Il dato è stato diffuso dalle autorità militari nel contesto delle azioni tuttora in corso.

La combinazione tra gli attacchi ripresi e la scarsità di strumenti sanitari fondamentali accresce il rischio di un collasso delle strutture rimaste operative. In questo scenario, gli sforzi per garantire cure e assistenza alla popolazione civile risultano ulteriormente complicati.