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Nuova udienza a Treviso per la minorenne del caso Favaretto

La Cassazione ha accolto il ricorso della Procura dopo la restituzione degli atti disposta dal giudice veneziano

È stata fissata per il 30 novembre la nuova udienza preliminare nei confronti della ragazza che all’epoca dei fatti era minorenne e che è coinvolta nella rapina e nell’omicidio di Francesco Favaretto, il 22enne di Treviso aggredito e accoltellato a morte il 12 dicembre 2024 in via Castelmenardo, a Treviso.

La giovane, difesa dall’avvocato Guido Galletti, era comparsa il primo aprile davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale per i minorenni di Venezia insieme ad altri quattro imputati minorenni. Per gli altri ragazzi era stata disposta la messa alla prova, mentre la posizione della giovane era stata stralciata dopo la nullità della richiesta di rinvio a giudizio dichiarata dal giudice, che aveva accolto un’eccezione della difesa.

Il ricorso della Procura

La decisione era arrivata anche alla luce del pronunciamento del Tribunale del Riesame, che aveva ridimensionato il coinvolgimento della ragazza eliminando l’accusa di concorso nell’omicidio volontario. Il pubblico ministero aveva quindi presentato ricorso in Cassazione e la Suprema Corte lo ha accolto. Gli atti sono così tornati all’esame dell’autorità giudiziaria minorile, che dovrà valutare nuovamente la posizione della giovane nella prossima udienza preliminare.

Per gli altri minorenni coinvolti, a eccezione di uno condannato a otto anni e difeso dall’avvocato Fabio Crea, è stato avviato un percorso di recupero della durata di tre anni. Il programma si svolge nelle comunità che li ospitano e prevede attività socialmente utili, anche con l’obiettivo di risarcire almeno in parte la madre della vittima, oltre al sostegno psicologico e al monitoraggio del Tribunale per i minorenni di Venezia.

La messa alla prova è stata applicata nella misura massima prevista. Il percorso comprende lavori a favore di persone fragili, il completamento della scuola o di corsi professionalizzanti, la prosecuzione del supporto psicologico e attività di gruppo dedicate alle dinamiche relazionali del gruppo e alla valutazione delle responsabilità individuali. Il programma ha finalità rieducativa ed è seguito dagli operatori della comunità e dal tribunale.

La perizia nel processo ai maggiorenni

Parallelamente prosegue davanti alla Corte d’Assise il processo nei confronti dei maggiorenni accusati di omicidio volontario in concorso e rapina aggravata. Sul banco degli imputati siedono il 26enne Angelo Riccardo Ozuna, Toluwaloju McLinkspual Ade, 21 anni, e Abi Traorè, 20 anni, assistiti rispettivamente dagli avvocati Mauro Serpico, Fabio Pasquale Crea e Sabrina Dei Rossi.

La Corte ha affidato a due specialisti una superperizia collegiale per chiarire le cause esatte della morte di Favaretto. Gli esami saranno eseguiti da Stefano D’Errico, dell’Istituto di medicina legale di Trieste, e da Umberto Lucangelo, specialista in anestesia dello stesso capoluogo. I consulenti dovranno dirimere i contrasti emersi tra le parti sulla ferita che avrebbe provocato il decesso, valutando i colpi al torace e la lesione al collo.

Il quesito dei giudici è stato inoltre integrato con la richiesta della difesa di Abi Traorè di stabilire con precisione la tipologia delle armi utilizzate contro la vittima. L’esito degli accertamenti dovrà contribuire a chiarire la dinamica dell’aggressione e le responsabilità nel procedimento che riguarda gli imputati maggiorenni.