Nazionale

Manovra, il governo rallenta in attesa del via libera Ue

La premier tratta con le istituzioni comunitarie; Tajani definisce essenziale la riduzione fiscale.

Il governo ha deciso di rallentare il percorso della manovra in attesa di un via libera da parte delle istituzioni europee. La premier Giorgia Meloni ha descritto la trattativa come una partita complessa, sottolineando che l’eventuale flessibilità potrebbe offrire maggiori margini di intervento.

La frenata sull’iter del provvedimento è arrivata mentre l’esecutivo ha comunque approvato il Documento programmatico di bilancio. La decisione si inserisce in una fase caratterizzata da un confronto interno definito dalle cronache politiche come un pasticcio sulla manovra, con diverse ipotesi ancora oggetto di valutazione.

Il confronto nella maggioranza

La gestione del provvedimento ha alimentato tensioni all’interno del centrodestra. Prima dell’ok allo scostamento, secondo quanto emerso dal confronto politico, si è registrato uno scontro tra la presidente del Consiglio e il leader della Lega Matteo Salvini.

Il negoziato resta legato all’esito dei contatti con le istituzioni europee, chiamate a esprimersi sulle scelte di bilancio. Tra le misure ancora in discussione figurano la flat tax e diversi bonus, il cui destino dipende dal quadro complessivo delle risorse e dall’assenso europeo.

Le critiche sul taglio Irpef

Nel centrodestra il confronto si è concentrato anche sulla revisione dell’Irpef. Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, ha parlato di malumore e ha ribadito che il taglio delle tasse rappresenta un obiettivo imprescindibile per il suo partito.

Durante la fase decisionale è stato inoltre rivisto il capitolo relativo alla Difesa. Secondo le indicazioni circolate nel confronto, per il settore sarebbe stato previsto un taglio di 8 miliardi. Il quadro resta quindi ancora aperto, con l’esecutivo impegnato a definire il testo della manovra e a ottenere il necessario assenso in sede europea.