Emilia-Romagna

Cassazione, stop alle sospensioni per i medici dei Cpr a Ferrara

Il provvedimento riguarda cinque professionisti del Sant’Anna di Cona, coinvolti nell’inchiesta avviata a Ravenna.

La Cassazione ha annullato le misure cautelari di sospensione disposte nei confronti dei sanitari coinvolti nell’inchiesta sui certificati relativi all’inidoneità al trattenimento nei Cpr, i Centri di permanenza per i rimpatri. La decisione riguarda una vicenda giudiziaria partita da Ravenna e arrivata anche nel territorio ferrarese.

Tra i professionisti interessati figurano cinque medici dell’ospedale Sant’Anna di Cona, assistiti dall’avvocato Fabio Anselmo. L’indagine aveva coinvolto anche un medico ferrarese fermato in aeroporto e ascoltato come persona informata sui fatti, senza essere indagato per falso. Nell’ambito di un decreto di perquisizione gli era stato sequestrato il telefono.

La posizione dei sindacati

La pronuncia della Suprema Corte è stata accolta con soddisfazione dalla Cgil e dalla Fp Cgil di Ferrara, che la considerano un primo passaggio a tutela dei professionisti coinvolti. In una nota, le organizzazioni sindacali sostengono che il provvedimento restituisca un primo riconoscimento di giustizia e dignità a persone colpite, a loro giudizio, da misure sproporzionate.

Le sigle ribadiscono che l’attività dei sanitari deve essere valutata alla luce delle responsabilità professionali e del dovere di tutela della salute. Secondo Cgil e Fp Cgil, il lavoro dei medici non può essere criminalizzato e deve essere ricondotto ai principi costituzionali e deontologici della cura, della protezione della salute e del rispetto del giuramento d’Ippocrate.

Nel comunicato, i sindacati contestano inoltre quelle che definiscono campagne mediatiche e giudiziarie aggressive, ritenendo che possano alterare la percezione dei fatti e delegittimare il personale della sanità pubblica. La Cgil e la Fp Cgil annunciano infine la volontà di continuare a sostenere i sanitari del territorio, richiamando la tutela dei diritti umani e il rispetto delle regole democratiche.