Tredici ore di lavoro al giorno, nessun giorno libero e letti improvvisati tra scatoloni e materiali di fortuna. È quanto emerso dall’inchiesta della Procura di Prato sulla confezione Orchidea, una stireria nella quale sarebbero stati sfruttati otto lavoratori, sette cinesi e un pakistano, tutti impiegati senza regolare contratto.
Per cinque persone, ritenute coinvolte nella gestione dell’attività, sono state disposte misure cautelari. I provvedimenti prevedono, a seconda dei casi, il divieto di dimora nella provincia di Prato e l’impossibilità di gestire imprese o ricoprire incarichi direttivi per dodici mesi. Sequestrati circa 20mila euro.
Durante i controlli sono state riscontrate anche gravi carenze in materia di sicurezza, tra cui impianti elettrici sovraccarichi, macchinari senza adeguate protezioni e spazi per dormire privi dei requisiti di abitabilità. L’indagine, coordinata dalla Procura e condotta con il supporto della Guardia di Finanza, dell’Asl Toscana Centro e dell’Inps, ha portato alla luce anche il sospetto utilizzo di imprese successive per sottrarsi al pagamento di imposte e contributi.
A far emergere la situazione è stata la denuncia di un lavoratore pakistano, che ha collaborato con gli investigatori per ricostruire il sistema e individuare i presunti responsabili.