Pistoia (PT)

A Pistoia nasce la rete contro il caporalato agricolo

Prefettura e Inps coinvolgono enti, sindacati e imprese su appalti, trasporti e tutele climatiche

Si è insediata a Pistoia la sezione territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità, organismo chiamato a prevenire caporalato, sfruttamento e lavoro sommerso nel comparto agricolo. Il tavolo, guidato dal prefetto Angelo Gallo Carrabba e dal direttore dell’Inps Fabio Saponara, avrà anche il compito di promuovere iniziative a sostegno delle aziende virtuose e della cultura della legalità.

Alla prima seduta hanno partecipato il presidente della Provincia Luca Marmo, l’assessora comunale Elena Sinimberghi e rappresentanti di Inail, Ispettorato territoriale del lavoro, Centro per l’impiego e Sportello unico per l’immigrazione. Presenti inoltre le organizzazioni sindacali dei lavoratori agricoli, le associazioni di categoria e dei datori di lavoro, oltre all’associazione dei vivaisti, settore particolarmente rilevante per l’economia del territorio pistoiese.

Appalti e manodopera sotto osservazione

Durante l’incontro sono state illustrate le finalità dell’iniziativa, il quadro normativo e la consistenza della Rete del lavoro agricolo di qualità, che a livello nazionale conta circa 13mila aziende iscritte. I partecipanti hanno espresso adesione al progetto e indicato i primi ambiti di intervento per la sezione pistoiese.

Tra le questioni emerse figurano gli appalti relativi a singole fasi della filiera affidati alle cosiddette aziende senza terra, il trasporto dei lavoratori e il fenomeno delle ore lavorate sottodenunciate. È stata inoltre richiamata la necessità di rafforzare la tutela dei lavoratori rispetto ai rischi legati al cambiamento climatico.

Un possibile protocollo per il territorio

La riunione si è conclusa con l’impegno a convocare nuovi incontri per approfondire i temi emersi e valutare l’adozione, anche a Pistoia, di uno specifico protocollo d’intesa per prevenire e contrastare il lavoro sommerso in agricoltura. L’eventuale accordo, già sperimentato in altre province toscane, dovrebbe essere modellato sulle caratteristiche locali, con particolare attenzione al vivaismo.

I segretari provinciali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno riferito che nel territorio vengono segnalati da tempo casi di sfruttamento e irregolarità nel settore agricolo. Per le organizzazioni sindacali, la sezione dovrà diventare un luogo di confronto permanente e concentrarsi anche sulle aziende e sui soggetti che forniscono manodopera attraverso gli appalti. L’obiettivo indicato è individuare strumenti concreti di prevenzione e contrasto alle violazioni.