Roma (RM)

Stretta sui ricercati, sono 200 gli arrestati dai Carabinieri dal primo gennaio

Il significativo risultato operativo è il frutto del costante e coordinato impegno profuso dagli specialisti della Sezione “Catturandi” del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma (circa 60 provvedimenti gravi), unitamente ai reparti dell'Arma territoriale

Stretta sui ricercati, sono 200 gli arrestati dai Carabinieri dal primo gennaio

I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno superato la quota di 200 arresti nel bilancio delle attività condotte dal 1° gennaio ad oggi per la ricerca e la cattura di soggetti destinatari di ordini di esecuzione per la carcerazione e provvedimenti di cumulo pene. Un traguardo operativo di particolare rilievo, raggiunto sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Roma – Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave e il Gruppo Esecuzioni Penali, finalizzato a garantire la reale ed effettiva esecuzione delle sentenze passate in giudicato.

Il risultato operativo è il frutto del costante e coordinato impegno profuso dagli specialisti della Sezione “Catturandi” del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma (circa 60 provvedimenti gravi), unitamente ai reparti dell’Arma territoriale, con l’obiettivo prioritario di garantire che i destinatari di condanne passate in giudicato scontino effettivamente le pene stabilite dall’Autorità Giudiziaria.
L’analisi dei provvedimenti eseguiti evidenzia un panorama operativo ed esecutivo estremamente articolato ed eterogeneo, che spazia dai reati di criminalità organizzata e associazioni finalizzate al traffico internazionale di stupefacenti, usura ed estorsione pluriaggravata, ai gravissimi delitti contro la persona, con particolare riguardo alle violenze sessuali, ai maltrattamenti in famiglia e ai reati da “Codice Rosso”, fino a omicidi, rapine, bancarotta fraudolenta e ai mandati di arresto europei e internazionali per sequestro di persona e reati transnazionali. Per affrontare profili criminali così differenti, l’attività d’indagine viene strutturata come un vero e proprio «abito su misura», modellato e attagliato sulle specifiche abitudini, sulle reti relazionali e sui punti di vulnerabilità di ciascun ricercato.
L’ottenimento di questo traguardo si fonda su un rigoroso «metodo d’indagine multilivello» che integra l’analisi delle banche dati, il tracciamento dei flussi finanziari e dei canali social con la costante osmosi informativa e la cooperazione internazionale di polizia attraverso lo S.C.I.P., ENFAST, Interpol e la rete Sirene. A questa complessa attività di intelligence sul campo si affiancano prolungati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, unitamente alla profonda conoscenza del territorio da parte delle Stazioni Carabinieri, consentendo di smantellare ogni copertura o residenza fittizia e di rintracciare i condannati, nella maggior parte dei casi, entro 24-48 ore dall’attivazione delle ricerche.

L’efficacia dell’azione svolta trova riscontro anche nella marcata eterogeneità dei contesti geografici e logistici in cui sono stati tratti in arresto i condannati. Gli interventi hanno interessato sia i principali snodi logistici e le grandi vie di comunicazione, quali stazioni ferroviarie, scali portuali e aeroportuali per bloccare soggetti in movimento o pronti a fuggire oltreconfine, sia le zone residenziali e i domicili d’appoggio urbani o suburbani, dove i ricercati tentavano di mimetizzarsi sfruttando coperture o residenze fittizie. Al contempo, mirate operazioni chirurgiche sono state condotte all’interno di aree ad alta densità criminale e note piazze di spaccio, superando sbarramenti fisici, cancellate di protezione e sistemi di vedette.