Cremona (CR)

Condannato a Cremona per aver sparato all’orecchio

L’imputato ha ammesso l’aggressione con una pistola ad aria compressa; il magistrato ha disposto quattro mesi di reclusione.

Quattro mesi di reclusione per lesioni personali aggravate. È la condanna inflitta dal giudice a Luca, 32enne brasiliano residente a Cremona, già detenuto per maltrattamenti in famiglia. La sentenza riguarda un episodio avvenuto il 1° marzo 2022 in piazza delle Tranvie.

Secondo quanto ricostruito nel procedimento, l’uomo aveva colpito una persona che conosceva sparandole due colpi all’orecchio sinistro con una pistola ad aria compressa. La vittima aveva riportato escoriazioni e ferite giudicate guaribili in cinque giorni. Per l’imputato, assistito dall’avvocato Paolo Rossi, il pubblico ministero onorario aveva chiesto una condanna a sei mesi.

La versione dell’imputato

Nel corso dell’udienza, il 32enne ha spiegato di essere un collezionista di pistole ad aria compressa e di averne appena acquistata una il giorno dell’aggressione. Passando dal piazzale, avrebbe notato un uomo con cui in passato aveva avuto un litigio. Il precedente battibecco, accompagnato da alcune offese, avrebbe riacceso la tensione: l’imputato ha raccontato di aver perso la calma e di aver estratto l’arma dalla valigetta.

Dopo essersi avvicinato alla persona offesa, Luca le avrebbe sparato i due colpi all’orecchio. La difesa ha sostenuto che l’intenzione non fosse quella di ferire, ma soltanto di spaventare l’uomo. L’avvocato Rossi ha inoltre riferito che, all’epoca dei fatti, il suo assistito faceva uso di sostanze stupefacenti e non era lucido.

Il legale ha sottolineato anche il comportamento collaborativo dell’imputato, che si è assunto le proprie responsabilità e si è detto pentito. Secondo quanto riferito in aula, il 32enne sta seguendo un percorso di cura e dovrebbe entrare presto in una comunità. Proprio la collaborazione e il riconoscimento delle responsabilità sono stati considerati dal giudice nella determinazione della pena, ridotta rispetto alla richiesta dell’accusa.

Il testimone non risponde

All’episodio aveva assistito un 25enne marocchino, detenuto e con precedenti per reati contro il patrimonio, soprattutto rapine. Accompagnato in tribunale dagli agenti della polizia penitenziaria, il giovane era stato chiamato a testimoniare, ma ha scelto di non rispondere alle domande.

Nonostante i richiami del pubblico ministero e del giudice, che gli avevano illustrato le conseguenze del rifiuto, il detenuto ha mantenuto la propria posizione. L’esame è stato quindi interrotto. Accogliendo la richiesta dell’accusa, il giudice ha trasmesso gli atti alla procura: il 25enne rischia ora di essere indagato per reticenza.