Un 38enne di origini bengalesi è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di tentata violenza sessuale dopo un’aggressione avvenuta all’interno di un centro benessere del comprensorio montebellunese. L’intervento dei militari è scattato nella notte tra sabato 10 e domenica 11 ottobre, intorno all’una, dopo la richiesta di aiuto lanciata da una dipendente della struttura.
La ricostruzione dell’aggressione
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo si era recato nel centro, gestito da personale di nazionalità cinese, per usufruire di un massaggio. La permanenza sarebbe trascorsa senza particolari tensioni fino al momento del pagamento. Il 38enne, che avrebbe assunto molto alcol prima di entrare nel locale, avrebbe quindi bloccato una delle lavoratrici con l’intento di costringerla a un rapporto sessuale contro la sua volontà.
Stando all’impianto accusatorio della Procura di Treviso, l’uomo avrebbe prima palpato la donna al petto e poi tentato di sfilarle con la forza i pantaloni. La dipendente è riuscita a divincolarsi e a mettere in fuga l’aggressore prima che la situazione degenerasse ulteriormente, dando subito l’allarme. I carabinieri, arrivati sul posto in pochi minuti, hanno rintracciato e bloccato il 38enne, dichiarandolo in stato di arresto.
Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato trasferito nella casa circondariale di Santa Bona. La vicenda è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, sulla base delle dichiarazioni della persona offesa e degli accertamenti svolti dai militari dell’Arma intervenuti nella struttura.
L’udienza davanti al gip
Il 13 ottobre l’indagato è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Treviso per l’udienza di convalida, assistito dall’avvocato Cristian Finotti. Durante l’interrogatorio di garanzia ha respinto l’accusa di tentata violenza sessuale, sostenendo di non ricordare con precisione quanto accaduto a causa dell’alcol.
L’uomo ha inoltre riferito al giudice che lo screzio sarebbe nato dal fatto di avere pagato per due prestazioni e di averne ricevuta soltanto una. Il gip Carlo Colombo, accogliendo la richiesta del pubblico ministero, ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere. Il 38enne è stato quindi riaccompagnato nel penitenziario trevigiano in attesa del processo.