Umbria

Morti sulle strade umbre, la Regione chiede cantieri più sicuri

Il bilancio del 2026 sale a 42 vittime; Palazzo Donini sollecita Anas a ridurre i rischi nei tratti interessati dai lavori.

Due giovani di 20 e 21 anni, Gaia Stronati e Stefano Marrese, hanno perso la vita nel frontale con un camion avvenuto sul raccordo Perugia-Bettolle, nel territorio di Passignano sul Trasimeno. L’incidente si è verificato in un tratto interessato da un cantiere, dove la circolazione procedeva a doppio senso su una sola carreggiata.

La tragedia è avvenuta a meno di una settimana da un altro schianto mortale, costato la vita a Luca Gestroemi, 54 anni, di Torgiano. Il frontale si è verificato sulla strada del Pantano, nel comune di Umbertide, anche in questo caso in una zona interessata da lavori stradali. La carreggiata era unica e il doppio senso di marcia veniva regolato da un semaforo.

La richiesta della Regione

Di fronte alla sequenza di incidenti, la Regione Umbria ha rinnovato la richiesta ad Anas di ridurre l’impatto dei cantieri sulle principali arterie stradali. In una nota, palazzo Donini ha evidenziato il peggioramento delle condizioni di traffico, con un aumento dei mezzi pesanti in particolare lungo la E45, e ha richiamato le precedenti richieste di introdurre limitazioni.

L’amministrazione regionale ha espresso il proprio cordoglio per le vittime e ha sottolineato la necessità di una maggiore attenzione nella prevenzione e nella gestione della sicurezza delle infrastrutture di competenza statale. Il riferimento riguarda soprattutto i tratti sottoposti a lavori e quelli in cui la carreggiata viene ristretta, situazioni che impongono una gestione particolarmente accurata della circolazione.

Il bilancio degli incidenti

Secondo i dati citati dalla Regione, in Umbria nel 2026 si sono già contati 42 morti sulle strade, un numero superiore al bilancio complessivo del 2025, chiuso con 36 vittime. Palazzo Donini ha ribadito che la tutela della vita umana deve restare la priorità e ha annunciato che continuerà a vigilare sugli standard di sicurezza garantiti dai gestori delle arterie regionali.

Parallelamente, la Regione ha riferito di lavorare a un progetto condiviso con Anci, Upi e Corpi di Polizia. L’iniziativa prevede attività di formazione e sensibilizzazione sulla mobilità sicura rivolte agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Gli interventi educativi si affiancano alle risorse destinate dalle istituzioni regionali alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade.