Internazionale

Budapest cancella i divieti Lgbt e ottiene 4,2 miliardi dall’Ue

Il Parlamento approva 139 voti, mentre il Consiglio revoca il congelamento legato allo Stato di diritto

Budapest cancella i divieti Lgbt e ottiene 4,2 miliardi dall’Ue

Il Parlamento ungherese ha approvato la rimozione delle disposizioni anti-Lgbtqia+ inserite nella legge del 2021 sulla tutela dei minori, adottata durante il governo dell’ex premier nazionalista Viktor Orbán. Il provvedimento è passato con 139 voti favorevoli e 51 contrari e rappresenta la prima significativa revisione delle restrizioni sui diritti civili della comunità Lgbtqia+ dall’insediamento, lo scorso maggio, del premier europeista Peter Magyar.

Le norme eliminate avevano limitato la rappresentazione e la discussione dei temi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere, nell’ambito di una legislazione presentata dalle autorità come tutela dei minori. Tra le conseguenze contestate a livello europeo figurava anche il divieto di organizzare il Pride. Il voto di Budapest segna quindi un cambio di indirizzo rispetto alle politiche adottate negli anni precedenti dal governo Orbán.

La decisione sui fondi europei

Nella stessa giornata, il Consiglio dell’Unione europea ha approvato la proposta della Commissione di revocare le misure che avevano congelato 4,2 miliardi di euro di fondi di coesione destinati all’Ungheria. Le risorse erano state bloccate nel dicembre 2022 attraverso il regolamento sulla condizionalità di bilancio, che consente di sospendere i finanziamenti europei quando le violazioni dello Stato di diritto possono incidere, anche solo potenzialmente, sulle finanze dell’Unione.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito la decisione l’inizio di un nuovo capitolo per l’Ungheria e per l’Europa. Il via libera dei Ventisette è arrivato dopo la valutazione dei progressi compiuti dal nuovo governo nel ripristino dello Stato di diritto e nella revisione di alcune decisioni dell’esecutivo precedente.

Il richiamo al lavoro ancora da completare

Il commissario europeo alla Giustizia Michael McGrath ha parlato di un chiaro segnale del ritorno dell’Ungheria sulla via europea. Secondo il commissario, il rispetto dello Stato di diritto resta una condizione essenziale per l’accesso ai fondi dell’Ue e i passi compiuti da Budapest hanno prodotto risultati concreti.

McGrath ha inoltre annunciato che tutte le università ungheresi possono ora partecipare a Erasmus+, il programma europeo di mobilità studentesca. Il commissario ha però precisato che il nuovo governo è in carica da pochi mesi e che resta ancora molto lavoro da fare per il pieno ripristino dello Stato di diritto in ogni suo aspetto.

Il rappresentante della Commissione ha descritto come positiva la cooperazione tra le autorità ungheresi e le istituzioni europee, ma ha escluso che spetti all’esecutivo comunitario decidere sull’eventuale archiviazione della procedura avviata nel 2018 dal Parlamento europeo. La Commissione, ha spiegato, deve fornire una valutazione della situazione attuale, mentre la decisione finale sulla procedura compete ad altre istituzioni.