Una parte dell’inchiesta sugli accessi abusivi alle banche dati delle forze dell’ordine e della Direzione nazionale antimafia potrebbe tornare a Perugia. La Procura di Roma ha infatti annunciato l’intenzione di sollevare una questione di incompetenza territoriale limitatamente alle contestazioni rivolte ad Antonio Laudati, ex sostituto procuratore della Dna. La richiesta, se accolta, riporterebbe nel capoluogo umbro una parte del procedimento.
La vicenda coinvolge, tra gli altri, anche l’ex finanziere Pasquale Striano. Le accuse contestate a vario titolo comprendono l’accesso abusivo a un sistema informatico, la rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e il falso. Secondo la Procura, gli accessi ritenuti illeciti sarebbero oltre mille.
L’udienza preliminare
L’annuncio è arrivato durante l’udienza preliminare davanti al giudice per l’udienza preliminare di Roma, che è stata rinviata al 12 gennaio a causa di problemi relativi ad alcune notifiche. I pubblici ministeri Giulia Guccione e il procuratore aggiunto Giuseppe De Falco hanno chiesto il rinvio a giudizio di Striano, Laudati e di circa altri venti indagati.
La questione della competenza territoriale sarà sottoposta al giudice, che dovrà stabilire quale ufficio giudiziario sia competente per le accuse rivolte a Laudati. Per il momento il procedimento resta a Roma e non è stato disposto alcun trasferimento. La prossima udienza dovrà inoltre affrontare le questioni preliminari e le richieste di costituzione di parte civile.
Il passaggio tra Roma e Perugia
L’indagine era stata condotta dalla Procura di Perugia, che nel febbraio 2025 aveva trasmesso gli atti ai magistrati romani. Il passaggio era seguito alle decisioni del giudice per le indagini preliminari e del Tribunale del riesame di Perugia, alla luce di una pronuncia della Corte di Cassazione sulla competenza territoriale per i reati commessi da magistrati della Direzione nazionale antimafia o ai loro danni.
Il procedimento, inizialmente avviato a Roma, aveva quindi avuto uno sviluppo investigativo a Perugia prima di tornare nella Capitale. Ora la Procura romana intende chiedere che siano nuovamente i magistrati perugini a occuparsi delle contestazioni relative a Laudati. La decisione definitiva spetterà al giudice dell’udienza preliminare.
Le richieste di costituzione
Tra i soggetti che hanno annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile figurano la Presidenza del Consiglio dei ministri, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. La stessa intenzione è stata manifestata dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, oltre che da Andrea Delmastro, Giovanbattista Fazzolari e Claudio Durigon.
Tra le persone offese indicate nel procedimento figurano anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi e l’ex presidente della Figc Gabriele Gravina. La competenza territoriale resta ancora da definire e sarà uno degli elementi centrali della prossima udienza, dalla quale dipenderà l’eventuale ritorno a Perugia di una parte dell’inchiesta.