Sono entrati nella fase operativa a Montappone i lavori per il consolidamento e la bonifica del dissesto idrogeologico nel versante sud del capoluogo. L’intervento, dopo l’approvazione del progetto esecutivo e la conclusione delle procedure di gara, è finanziato attraverso il Programma straordinario di rigenerazione urbana connessa al sisma del 2016.
Il progetto ha un valore complessivo di 1.893.000 euro e riguarda le aree di via Tarucchio e via Spazzi, interessate da criticità idrogeologiche che negli anni hanno richiesto attività di monitoraggio e prevenzione. Contestualmente all’apertura del cantiere, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione ha disposto la liquidazione di una nuova quota di finanziamento pari a 302.817 euro.
Gli interventi previsti
Una prima parte delle opere interesserà la zona Mossa-Saletto, compresa tra la strada provinciale 48 e la viabilità comunale. Qui sarà realizzato un sistema di drenaggio composto da trincee disposte lungo il pendio, con l’obiettivo di regolare le acque sotterranee e ridurre le spinte che contribuiscono al movimento franoso.
Nella stessa area è prevista la costruzione di un muro in gabbioni, sostenuto da una paratia di pali in calcestruzzo. La struttura dovrà aumentare la stabilità del versante e contribuire alla protezione delle infrastrutture e del centro abitato. In prossimità dei depuratori, nell’area di via Spazzi, saranno invece eseguiti interventi di drenaggio profondo e di spurgo per migliorare le condizioni geotecniche del terreno.
Il contesto della ricostruzione
Il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, ha definito l’intervento parte del percorso di rigenerazione urbana e di mitigazione del rischio idrogeologico nel territorio montapponese. Castelli ha sottolineato il ruolo della collaborazione tra il Comune, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e la Regione Marche.
Il sindaco Mario Clementi ha evidenziato che la messa in sicurezza riguarda una comunità colpita dal terremoto e alle prese con le fragilità di un territorio complesso. Secondo il primo cittadino, le opere serviranno a proteggere persone, abitazioni e infrastrutture, inserendosi in un’idea di ricostruzione che comprende anche la prevenzione e la maggiore resilienza del territorio.